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malattia renale, dialisi, Apixaban

In pazienti con malattia renale terminale in dialisi, Apixaban risulta più efficace e sicuro di warfarin

Apixaban è più efficace e sicuro di warfarin, nei  pazienti con malattia renale terminale in dialisi. E’ il risultato di uno studio condotto retrospettivamente utilizzando il “United States Renal Data System”, un database nazionale che raccoglie, analizza e distribuisce informazioni su pazienti affetti da malattia renale cronica. Sono stati arruolati 25523 pazienti (45.7% donne; età 68.2±11.9 anni), affetti da … leggi tutto

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Focus

empaglifozin diabete STUDI EMPAREG e LEADER

Evidenze che danno inizio a una nuova era per il trattamento del diabete di tipo 2. STUDI EMPAREG e LEADER

Carlo Bruno Giorda, Direttore S.C. Diabetologia ASL Torino 5 Dopo anni di incertezze e dati contrastanti sull’efficacia sia delle nuove sia delle vecchie terapie, la diabetologia vive un periodo di grandi cambiamenti in buona parte ascrivibili alle evidenze che stanno emergendo dai grandi trial. Parliamo di nuova “era” perché quel che risulta dalla recente letteratura … leggi tutto


Nuove prospettive terapeutiche nel post-infarto. Una controffensiva su diversi fronti

I risultati positivi dei nuovi studi da poco pubblicati, aprono nuove prospettive nella prevenzione secondaria dopo infarto miocardico.

I grandi progressi registrati nelle ultime due decadi, nel trattamento in fase acuta dei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA), hanno portato ad una significativa riduzione della mortalità intraospedaliera. La stessa cosa non si è verificata per quanto riguarda la fase post-acuta e a lungo termine dopo SCA, che è ancora caratterizzata da un significativo rischio residuo di eventi coronarici fatali e non fatali.


Il punto sulla terapia con sulodexide

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come dabigatran, rivaroxaban o apixaban, una seconda fase caratterizzata dal mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


Review

APIXABAN nella prevenzione dell’ictus cardioembolico

APIXABAN nella prevenzione dell’ictus cardioembolico: focus su pazienti anziani con fibrillazione atriale e ridotta funzionalità renale

Augusto Zaninelli. The System Academy, Firenze   La fibrillazione atriale (FA) è il disturbo del ritmo più frequente dopo le aritmie extrasistoliche con una prevalenza intorno allo 0,4% nella popolazione generale e fino al 3% nella popolazione con più di 60 anni (1). L’incidenza e la prevalenza di FA aumentano con l’età e, dopo i … leggi tutto


Il trattamento FARMACO-INVASIVO dell’embolia polmonare

Il trattamento FARMACO-INVASIVO dell’embolia polmonare

Valerio Lanzilotti 1,2, Andrea Rubboli 1, Elvira Resciniti 1, Giuseppe Di Pasquale 1 1 Unità Operativa di Cardiologia, Laboratorio di Emodinamica, Ospedale Maggiore, Bologna 2 Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare Università di Ferrara   L’embolia polmonare (EP) è una patologia comune, avendo un’incidenza annua di 100- 200 casi ogni 100.000 abitanti [1, 2]. … leggi tutto


Rivaroxaban nella fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza nel real-world

Letizia Riva, Giuseppe Di Pasquale Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Maggiore. Azienda USL di Bologna, Bologna   I nuovi anticoagulanti orali (NAO) dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, sono risultati almeno non inferiori al warfarin nella riduzione dell’ictus e delle embolie sistemiche nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA). … leggi tutto Questo contenuto è riservato … leggi tutto