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Idarucizumab: studio di fase I per l’antidoto di dabigatran

Idarucizumab è un frammento di anticorpo monoclonale che lega, con alta affinità, l’inibitore diretto della trombina dabigatran, invertendone l’effetto anticoagulante. Sono stati presentati su The Lancet i risultati dello studio di fase I, randomizzato controllato in doppio cieco, che valutava la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di dosi crescenti di idarucizumab in 47 volontari sani.

L’endpoint primario era rappresentato dagli eventi avversi farmaco-correlati; gli endpoint secondari erano rappresentati da diversi parametri della coagulazione, tra cui il Tempo di trombina diluito (dTT), il Tempo di ecarina (ECT), il Tempo di tromboplastina parziale attivato (aPTT) e il Tempo di trombina (TT) valutati misurando l’area sotto la curva 2h- 12h (AUEC2–12) dopo somministrazione di dabigatran al giorno 3 e al giorno 4.

Il protocollo prevedeva la randomizzazione dei soggetti in 4 gruppi a cui sono state somministrate dosi crescenti di idarucizumab per via endovenosa (1 g, 2 g, 4 g in 5 minuti, o 5 g + 2,5 g in 2 infusioni da 5 minuti distanziate da 1 ora), dopo aver assunto per 4 giorni 220mg di dabigatran per 2 volte al giorno.
Eventi avversi farmaco correlati si sono verificati in 7 soggetti: 2 soggetti trattati con idarucizumab (eritema nel sito di infusione e vampata di calore, epistassi), 1 soggetto del gruppo placebo (ematoma nel sito di infusione) e 4 soggetti nella fase di pretrattamento con dabigatran ( 3 ematurie ed 1 epistassi).

Dal confronto delle AUEC2–12 al giorno 4 e la giorno 3, è emerso che idarucizumab è in grado di invertire in maniera immediata e dose- dipendente l’effetto anticoagulante del dabigatran, con una riduzione AUEC2–12 del dTT del 74% con 1 g di antidoto, del 94% con 2 g, del 98% con 4 g e del 99% con 5 + 2,5 g.

La mancata prescrizione degli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (NOAC) in alternativa al warfarin viene oggi spesso motivata con la mancanza di un antidoto per la gestione delle eventuali complicanze emorragiche. I risultati dello studio che mostrano l’efficacia di idarucizumab in assenza di effetti collaterali severi rappresentano quindi un importante passo in avanti nell’ambito dell’impiego dei NOAC. Ulteriori studi clinici sono in corso.

Fonte:
Safety, tolerability, and efficacy of idarucizumab for the reversal of the anticoagulant effect of dabigatran in healthy male volunteers: a randomised, placebo-controlled, double-blind phase 1 trial.Stephan Glund, Joachim Stangier, Michael Schmohl, Dietmar Gansser, Stephen Norris, Joanne van Ryn, Benjamin Lang, Steven Ramael, Viktoria Moschetti, Fredrik Gruenenfelder, Paul Reilly, Jörg Kreuzer.The Lancet 2015 Jun 15

Chiara Civitelli

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