Anticoagulanti (NAO) in real life: efficaci come il warfarin, ma con la metà del rischio. ESC 2016

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I nuovi anticoagulanti orali (NAO) indicati per la prevenzione dell’ictus in pazienti con fibrillazione atriale hanno la stessa efficacia di warfarin (AVK), ma un rischio dimezzato di causare emorragie.

È questo il dato di uno studio presentato nel corso del congresso annuale della European Society of Cardiology in  corso a Roma dal 27 al 31 agosto.

La fibrillazione atriale, che altera il ritmo cardiaco del 2% della popolazione, più di 10 milioni di europei, nei prossimi 40 anni, secondo le stime,  interesserà il triplo delle persone e raggiungere i 25-30 milioni. Chi soffre di fibrillazione atriale aumenta di cinque volte il rischio di ictus.

Come è noto l’uso della terapia anticoagulante, riduce il rischio di ictus/stroke, ma aumenta però il rischio di sanguinamenti/emorragie.

Il profilo degli anticoagulanti NAO è stato ora confrontato con quello del warfarin in uno studio real life che ha incluso 43.299 pazienti con fibrillazione atriale appartenenti ai registri amministrativi danesi.

Il 42% del campione assumeva warfarin, il 29% dabigatran (Pradaxa, Boehringer Ingelheim), il 16% apixaban (Eliquis, BMS/Pfizer)e il 13% rivaroxaban (Xarelto, Bayer). Durante il trattamento si sono verificati 1054 ictus e 261 emorragie intracraniche (le più temute).

Dopo un anno di trattamento, i pazienti in terapia con i NAO (dabigatran, apixaban e rivaroxaban) hanno mostrato un rischio di ictus  sovrapponibile rispetto a quelli trattati con warfarin (2.0 e 2.5%). A cambiare notevolmente è stata invece la probabilità di incorrere in un’emorragia intracranica  era significativamente inferiore: 0,3-0,4 %  per dabigatran e apixaban contro lo 0,6% per quelli in cura con warfarin.

intracranial bleeding nao coagulumreport

Intracranial bleeding over time since oral anticoagulation was initiated VKA: vitamin K antagonist (warfarin)

 

Lo studio dimostra che a parità di riduzione del rischio di stroke, dabigatran e apixaban hanno un profilo di sicurezza maggiore rispetto al warfarin nel ridurre, in un anno, i sanguinamenti intracranici.

I dati sono particolarmente interessanti perchè sono dal mondo reale che include anche pazienti con più alto rischio di sanguinamento, con malattie del fegato, insufficienza renale cronica, meno rappresentati nei trial.
Gli autori auspicano comunque la realizzazione di un trial di vero confronto testa a testa tra i diversi NAO in pazienti con fibrillazione atriale .
Fonte

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