Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!

La terapia della trombosi venosa profonda (TVP) e della conseguente EP nella fase acuta è ovviamente una terapia a base di farmaci anticoagulanti, siano essi per via parenterale, oppure anticoagulanti orali inibitori di vitamina K o nuovi anticoagulanti orali (NAO/DOAC). Questa terapia va protratta per un certo periodo di tempo come stabilito dalle linee guida. Quando poi si arriva alla guarigione, la problematica più forte per il paziente è la prevenzione di recidive di TVP.

Ora, esistono dei fattori di rischio che individuano i pazienti più a rischio rispetto a quelli a minor rischio di recidiva, ma in sostanza va distinto fino a quando protrarre la terapia anticoagulante, possibilmente orale, sia questa con anti Vitamina K sia con nuovi anticoagulanti orali (DOAC) e quando sospenderla.

A questo punto si inseriscono i dati dello studio SURVET. Uno studio condotto su sulodexide, un eparinosimile che, a 500 unità per os 2 volte /die per 2 anni, ha dimostrato, rispetto al placebo, una significativa riduzione importante delle recidive di TVP in questi pazienti, con un profilo di sicurezza estremamente valido e praticamente sovrapponibile al placebo per quanto riguarda il rischio di emorragie.

Sappiamo che i DOAC sono altrettanto  caratterizzati da un profilo di sicurezza importante e sono ovviamente farmaci efficaci, ma sappiamo anche il loro costo e protrarre quindi la somministrazione, per un lungo periodo di tempo, potrebbe essere una soluzione non completamente gradevole anche per il SSN. D’altro canto sappiamo come gli inibitori della vitamina K, pur avendo un costo più contenuto, abbiano problemi di gestione e di aderenza per il mantenimento del paziente nel range terapeutico.

Per queste categorie di pazienti, per i quali non si può protrarre a lungo l’impiego dei DOAC  o ci sono  problemi di gestione degli anti Vitamina K, o per i pazienti con profilo emorragico piuttosto elevato, oppure, ancora per pazienti anziani o più giovani, verso i quali non è forse adeguato proseguire per lungo tempo con un anticoagulante orale (DOAC/NAO), l’impiego di sulodexide per la prevenzione della recidiva della TVP, può essere un’alternativa valida, sicura efficace e molto conveniente anche dal punto di vista costo-beneficio.

3 Commenti su "Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!"

  1. STELLA Francesco | 24 Maggio 2017 in 14:21 | Rispondi

    Vi e’ qualche osservazione su sulodexide e trombosi auricolare sinistral?
    Grazie.

    Dott. Francesco STELLA

    Vimercate 24/05/17.

    • Gentile dottore,
      sulodexide (Vessel) è utilizzato in Vestibologia e Audiologia per le vertigini e l’ipoacusia improvvisa (i.e. trombosi auricolare sinistra) da oltre quasi trent’anni, più su basi di razionale farmacologico (attività antitrombotica e fibrinolitica) e medicina traslazionale (biblio su Occlusioni Venose Retiniche), che di bibliografia clinica specifica, in particolare nella ipoacusia improvvisa, patologia alla quale sembra riferirsi la sua domanda.

      In ogni caso la bibliografia prodotta ad oggi per Vessel in Vestibologia e Audiologia copre l’area della vertigine su base vascolare e gli acufeni in audiologia….

      In particolare l’esperienza clinica sull’impiego di Vessel nell’ipoacusia improvvisa indica da sempre un impiego in seconda battuta, a seguire la terapia di attacco con cortisonici.

      Questo tipo di approccio clinico su base aneddotica nella ipoacusia improvvisa, è stato di recente rinforzato ed ampliato a tutta l’Audio-Vestibologia da nuovi studi che evidenziano una patogenesi vascolare comune dell’orecchio interno, al netto della causa eziologica (infettiva, traumatica, autoimmune, ischemico-trombotica, etc.), su base infiammatoria. Una cascata di eventi porta alla disfunzione delle cellule ciliate che possiamo così riassumere come segue.

      Premessa: la funzione delle cellule ciliate nella coclea e nei vestiboli dipende dal corretto potenziale elettrico (mV) nella perilinfa ed endolinfa, garantito dal mantenimento di concentrazioni esatte di ioni (K+ e Na+) da parte della barriera emato-labirintica, soprattutto a livello della substantia nigra dell’orecchio interno, dove si concentra il max consumo energetico.
      Patogenesi dell’orecchio interno:
      Eziologia: causa infettiva/vascolare /traumatica, etc.
      Risposta infiammatoria vascolare: rimozione glicocalice di GAGs e avvio risposta infiammatoria (adesione leucociti)
      Breakdown barriera emato-labirintica
      Alterazione delle concentrazioni di ioni (K+ e Na+) e perdita del corretto potenziale elettrico necessario al corretto funzionamento delle cellule ciliate

      Razionale d’impiego Vessel dopo terapia di attacco con cortisonici:
      La terapia di attacco con cortisonici serve a sedare tempestivamente la fase acuta infiammatoria
      La terapia con Vessel svolge attività antinfiammatoria e antitrombotica di parete, sull’endotelio, ripristinando il glicocalice di GAGs, che garantisce la corretta funzionalità di parete che, a livello dell’orecchio interno, corrisponde corretta alla semipermeabilità della barriera emato-labirintica.
      Grazie dell’attenzione e a presto.

  2. Buongiorno dottore,vorrei gentilmente avere una risposta per quello che riguarda la terapia del mio marito.
    L’anno scorso nel mese di giugno ha fatto un infusione di Rituximab per una glomenuronefrite membranosa tipo II ,avendo sempre seguito il trattamento con Coumadin per via di una TVP profonda arto dx.
    Dopo due mese circa dal trattamento con Rituximab li appare sulla gamba dx un eritema con forte prurito insopportabile in cui si aggiunge x migliorare la situazione una pomata Cortisonica è una crema emolliente.
    Ma fin’ora quest’eritema appare è scompare senza che nessuno ci dica che cos’è.
    La mia domanda dottore è:Si può avere un episodio di trombosi come ricaduta sotto l’effetto di Coumadin?
    Grazie tante,Monica

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