Risultati per arteriopatia

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Arteriopatia. Rivaroxaban e Aspirina riducono del 70% il rischio di amputazione

Una nuova analisi dallo studio COMPASS rivela che rivaroxaban (2,5 mg due volte/die) più aspirina (100 mg/die) ha ridotto del 70% il rischio di amputazione maggiore in pazienti con arteriopatia periferica (PAD, Peripheral artery disease). L’associazione si è dimostrata efficace anche nell’endpoint primario riducendo del 28% il rischio relativo di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), e del 46% per gli eventi avversi maggiori agli arti … leggi tutto


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Coronaropatia e arteriopatia periferica: rivaroxaban (DOAC) efficace. Studio COMPASS

L’anticoagulante diretto (DOAC)  rivaroxaban (Xarelto, Bayer) è più efficace della sola aspirina, nel prevenire eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE) o morte in pazienti ad alto rischio perchè affetti da coronaropatia (CAD) o arteriopatia periferica (PAD). Questi, in sintesi, i risultati, ad interim, dello studio COMPASS di fase III che verrà quindi concluso un anno prima del previsto, … leggi tutto


Arteriopatia periferica. Pubblicate linee guida AHA/ACC 2016

Le società cardiologiche americane hanno pubblicato un aggiornamento delle linee guida sulla arteriopatia periferica. Il documento comprende raccomandazioni sull’utilizzo della terapia medica, basata su antiaggreganti e statine, sulla indicazione delle procedure di rivascolarizzazione e sull’importanza di un programma strutturato di attività fisica. L’obiettivo della terapia é quello di ridurre i sintomi e migliorare la capacità … leggi tutto


Arteriopatia. L’attività fisica riduce rischio di infarto

Nell’ambito delle arteriopatie periferiche, il test del cammino dei 6 minuti (6MWT, 6 minute walk test), in associazione alla misura dell’indice caviglia-braccio (ABI), rappresenta un utile strumento di valutazione in fase diagnostica e nel follow-up. È inoltre noto che i pazienti affetti da arteriopatia periferica (PAD, peropheral artery disease) presentino un rischio di eventi cardiovascolari più … leggi tutto


Arteriopatia. Indice caviglia/braccio (ABI) ha significato clinico e prognostico

Nello screening e nella valutazione dell’arteriopatia periferica la misurazione dell’indice caviglia/braccio (ABI) a riposo rappresenta un test fondamentale; non risulta ancora chiaro invece il ruolo della misurazione dell’ABI dopo esercizio. L’obiettivo di questo studio retrospettivo è stato valutare la relazione tra l’ABI post-esercizio e l’incidenza di rivascolarizzazione degli arti inferiori, di eventi cardiovascolari e la … leggi tutto


Esercizio fisico nei pazienti con arteriopatia degli arti inferiori

Un obiettivo fondamentale per i paziente arteriopatico è il miglioramento della qualità di vita, che può essere raggiunto consentendo loro di camminare il più possibile, senza dolore. Tale obiettivo è raggiungibile con l’esercizio fisico. Camminare, infatti, favorisce lo sviluppo di circoli collaterali e consente di aumentare gradatamente il tratto di cammino percorso, senza che compaia … leggi tutto


Consigli per il paziente con arteriopatia degli arti inferiori

I principali fattori di rischio per arteriopatia degli arti inferiori sono: fumo, diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa (>140/90 mmHg), ipercolesterolemia, età. Per ridurre l’incidenza o comunque rallentare la progressione della patologia è fondamentale intervenire sui fattori di rischio modificabili: Smettere di fumare: il fumo è forse il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di … leggi tutto



Arteriopatia degli arti inferiori: che cos’è?

È una manifestazione dell’aterosclerosi che provoca il restringimento o l’ostruzione di arterie degli arti inferiori, riducendo di conseguenza il flusso di sangue nelle gambe durante l’attività fisica o anche a riposo. In base alla gravità dell’ostruzione ed ai vasi coinvolti, l’arteriopatia può presentarsi in modi diversi: insufficienza arteriosa asintomatica dolore durante la deambulazione (claudicatio intermittens … leggi tutto


Nell’arteriopatia periferica la terapia medica non basta. Ci vuole esercizio fisico

Nei pazienti con claudicatio intermittens la terapia medica, pur essendo imprescindibile, non è sufficiente per garantire un miglioramento della capacità di esercizio e della qualità di vita. Nel paziente arteriopatico entrano quindi in gioco altre strategie che comprendono un training fisico guidato e/o interventi di rivascolarizzazione. Gli autori dello studio Supervised exercise versus primary stenting for … leggi tutto