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Diabete. Empaglifozin riduce del 38% il rischio di morte cardiovascolare

Novità nella prevenzione cardiovascolare in pazienti con diabete. Empagliflozin riduce significativamente (del 38%)  il rischio di morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale, rispetto al placebo, quando aggiunto a standard di cura nei pazienti con diabete di tipo 2 ad alto rischio di eventi cardiovascolari. Sono questi i risultati dello studio presentato … leggi tutto


Anticoagulanti (NAO) nell’anziano. Nuove linee guida ESC

“La medicina contemporanea sta spostando la sua attenzione verso la cure orientate alla persona piuttosto che alla malattia”. Con questa frase esordisce un interessante documento della Società Europea di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology ) che fa il punto sull’utilizzo delle terapie antitrombiotiche (anticoagulanti) nell’anziano. Queste terapie sono spesso sottoutilizzate nelle persone più avanti … leggi tutto


Arterie sane con un sonno di 7 ore per notte

Uno studio coreano recentemente pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology suggerisce che i disturbi del sonno potrebbero essere marcatori precoci di malattia cardiaca in soggetti adulti apparentemente sani. Nello studio Sleep Duration, Sleep Quality, and Markers of Subclinical Arterial Disease in Healthy Men and Women sono stati coinvolti più di 47.000 uomini e donne … leggi tutto


Obesità. La steatosi epatica può indicare aterosclerosi subclinica

L’associazione tra steatosi epatica non alcolica (NAFLD, Nonalcoholic fatty liver disease), condizione di sempre più frequente riscontro, e le patologie metaboliche/cardiovascolari sta emergendo in maniera sempre più evidente. L’obiettivo di questo studio è stato di valutare l’utilità del riscontro di NAFLD in associazione ad altri parametri, tra cui l’età, nel predire la presenza di aterosclerosi … leggi tutto


Infarto. FDA approva ticagrelor (Brilinta) oltre l’anno

In America ticagrelor (noto come Brilique) potrà essere impiegato anche dopo l’anno di terapia post infarto alla dose id 60 mg due volte al giorno. L’Agenzia Food and drug adminitration (FDA) ha quindi dato il via libera, il 3 settembre di quest’anno, per la terapia di mantenimento per ticagrelor che, in associazione ad aspirina (ASA … leggi tutto


Ipertensione. Abbassare la pressione a 140mmHg fa bene

Un nuovo studio clinico promosso dal National Insitutes of Health (NIH) americano e non ancora pubblicato dimostra che, portando la pressione sistolica al di sotto dei valori target raccomandati dalle linee guida, si riduce la frequenza delle malattie cardiovascolari ed il rischio di morte negli ipertesi di età superiore a 50 anni. Lo studio, denominato … leggi tutto


Antipertensivi: i calcio-antagonisti riducono l’incidenza di ictus

L’ipertensione arteriosa (IA) rappresenta il principale fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari quali la cardiopatia ischemica e l’ictus cerebrale. L’ictus costituisce la seconda causa di morte al mondo, provocando ogni anno circa 6,7 milioni di decessi. L’ipertensione arteriosa costituisce uno dei principali fattori di rischio modificabili per ictus pertanto il controllo dell’ipertensione … leggi tutto


Nuovi anticoagulanti (NAO ) sicuri anche se non c’è ancora un antidoto

I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono farmaci antitrombotici efficaci e sicuri, ma la mancanza di un antidoto in caso di eventi emorragici potenzialmente fatali è clinicamente percepita come un’importante limitazione. Gli autori dello studio Non-vitamin K antagonist oral anticoagulants and major bleeding-related fatality in patients with atrial fibrillation and venous thromboembolism: a systematic review and … leggi tutto


Vitamina C: alte concentrazioni proteggono dall’infarto

Diversi studi epidemiologici hanno accertato che diete ricche di alimenti di origine vegetale, ricchi di vitamina C e altri fattori antiossidanti, contribuiscono a prevenire molte patologie, quali le malattie cardiovascolari, le malattie metaboliche, le malattie neurovegetative e le patologie infiammatorie. I risultati del recente studio danese pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition intitolato Genetically high plasma … leggi tutto


I 5 fattori che riducono il 50% delle morti cardiache

L’intervento sui fattori di rischio cardiovascolare ha consentito una significativa riduzione della mortalità cardiaca. Ciò nonostante le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte nei paesi industrializzati. Un recente studio ha stimato di quanto sarebbe possibile ridurre ulteriormente la mortalità cardiovascolare in America (USA) se si riuscisse ad intervenire in modo sistematico … leggi tutto