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Meno grasso intorno al cuore. Dimagrire fa bene ai pazienti con FA

  L’obesità è un noto fattore di rischio per la fibrillazione atriale (FA). I primi ad aver dimostrato una correlazione lineare tra indice di massa corporea (BMI) e FA sono stati i ricercatori del Women’s Hospital, Harvard Medical School di Boston. La perdita di peso nei pazienti affetti da FA parossistica – persistente induce una riduzione … leggi tutto


Minore incidenza di ictus con terapia anticoagulante

Anche un singolo fattore rischio tromboembolico nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA) può determinare un aumento del rischio di ictus. Tuttavia, ad oggi non c’è consenso sul trattamento migliore da attuare in questi pazienti. Gli autori dello studio Oral Anticoagulation, Aspirin, or No Therapy in Patients With Nonvalvular AF With 0 or 1 Stroke … leggi tutto


BNP per la diagnosi di scompenso, ma anche di ictus cardioembolico

  La presenza di valori elevati dei peptidi natriuretici (BNP/NT-proBNP) è solitamente correlata con lo scompenso cardiaco, ma vi sono in letteratura segnalazioni di una possibile associazione anche con l’ictuscardioembolico. La metanalisi B-Type Natriuretic Peptides Help in Cardioembolic Stroke Diagnosis: Pooled Data Meta-Analysis, ha considerato 23 studi che hanno confrontato le concentrazioni plasmatiche di BNP e NT-proBNP in pazienti con ictus … leggi tutto


Livelli estremi di vitamina D aumentano la mortalità per patologia cv

  L’associazione tra i livelli di 25-idrossi-vitamina D (25(OH)D) e il rischio di mortalità per malattia cardiovascolare non è chiaro. Lo studio osservazionale danese  Cop-D  ha misurato i livelli di 25(OH)D ad una coorte di 247.574 pazienti(161.428 donne e 86.146 uomini). Obiettivo dello studio è stato determinare l’associazione tra la mortalità per patologia cardiovascolare, ictus, … leggi tutto


Sospensione della terapia anticoagulante: dubbi sul bridging

  Sull’applicazione della terapia bridging e gli eventi ad essa correlati si sono interrogati gli autori dello studio americano Use and outcomes associated with bridging during anticoagulation interruptions in patients with atrial fibrillation: findings from the Outcomes Registry for Better Informed Treatment of Atrial Fibrillation (ORBIT-AF). Il trial ha utilizzato i dati estratti dall’Outcomes Registry … leggi tutto


La trombosi superficiale aumenta il rischio di eventi trombotici

La trombosi venosa superficiale (TVS) é stata a lungo considerata una patologia di importanza secondaria, che tende alla guarigione spontanea e, comunque, che non necessita di terapia antitrombotica. Recentemente sono emerse evidenze a favore della possibilità di una maggiore incidenza di eventi trombociti arteriosi e venosi nei soggetti affetti da TVS. Per chiarire la natura e … leggi tutto


Diabete: correlato ad arteriopatia periferica e scompenso cardiaco

Un recente studio pubblicato su Lancet, Type 2 diabetes and incidence of cardiovascular diseases: a cohort study in 1.9 million people , si è riproposto di studiare, utilizzando trial precedenti più piccoli e metanalisi, l’associazione tra il diabete mellito di tipo 2 e la comparsa delle più frequenti manifestazioni iniziali di malattia cardiovascolare (scompenso cardiaco, arteriopatia periferica, … leggi tutto


Trombosi venosa: i NAO efficaci e sicuri anche negli anziani

  L’età avanzata e l’insufficienza renale rappresentano due fattori di rischio sia per la trombosi venosa che per le complicanze emorragiche indotte dai farmaci anticoagulanti, impiegati nella terapia della trombosi stessa. In trials di fase III i nuovi anticoagulanti orali (rivaroxaban, dabigatran, apixaban, edoxaban) impiegati nel trattamento acuto del tromboembolismo venoso (TEV), sono risultati non … leggi tutto


NAO: andexanet alfa, primo antidoto di rivaroxaban, supera fase III

  L’attuale mancanza di un prodotto in grado di invertire l’attività dei nuovi anticoagulanti orali (NAO)  rappresenta sicuramente uno dei motivi per cui molti medici si mostrano restii all’impiego di questa nuova classe di farmaci. I primi risultati positivi su un antidoto sono stati registrati nello studio ANNEXA-R. L’antidoto Andexanet Alfa ha dimostrato di invertire … leggi tutto