TROMBOSI VENOSA PROFONDA/EP

Ecografia nella diagnosi di TVP

L’ecodoppler è la metodica non invasiva di prima scelta per la diagnosi di TVP prossimale degli arti inferiori (per definizione, trombosi estesa dalla vena poplitea ai segmenti iliaco-femorali). Con tale metodica è possibile esplorare direttamente e in maniera completa la vena femorale comune, la femorale profonda alla confluenza con la comune, la femorale superficiale, la … leggi tutto


D-Dimero: interpretazione

Il D-dimero (DD) è un prodotto di degradazione della fibrina stabilizzata da legami crociati covalenti. E’ rilevabile in basse concentrazioni nel sangue di soggetti sani, il che indica l’esistenza di un equilibrio fra formazione e lisi di fibrina anche in condizioni fisiologiche. Nel contesto della diagnosi di TVP, nella valutazione dei valori del D-Dimero è … leggi tutto


EBPM: quando monitorare le piastrine

La trombocitopenia indotta da eparina (HIT) è un effetto avverso all’eparina mediato da anticorpi che può determinare complicanze tromboemboliche molto gravi, quali: Trombosi venosa profonda Embolia polmonare Trombosi arteriosa (vari distretti) Lesioni cutanee Emorragia surrenalica Gangrena venosa Reazioni sistemiche acute (dolori, brividi, ecc) Shock e morte L’incidenza della HIT tra i pazienti esposti all’eparina è … leggi tutto



Terapia “a vita”: quando nella TVP?

La durata del trattamento anticoagulante dopo un episodio di TEV è un argomento assai complesso e discusso; l’obiettivo di una terapia prolungata dovrebbe essere quello di minimizzare il rischio di recidiva di eventi TEV, dovendo però al contempo gestire i rischi emorragici, i costi e la complessità di una terapia anticoagulante a lungo termine. Nella … leggi tutto


NAO – ruolo nella patologia tromboembolica venosa

Le indicazioni terapeutiche dei nuovi anticoagulanti orali nell’ambito della patologia tromboembolica venosa comprendono: Prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento chirurgico di sostituzione elettiva dell’anca o del ginocchio. Trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) e dell’embolia polmonare (EP) e prevenzione delle recidive di TVP ed EP negli adulti. Le molecole … leggi tutto


Tromboembolismo venoso e D-Dimero

Il D-dimero (DD) è un prodotto di degradazione della fibrina stabilizzata da legami crociati covalenti. La sua presenza in circolo è legata all’attivazione della coagulazione con formazione di fibrina, stabilizzazione della fibrina da parte del Fattore XIII (attivato dalla trombina) e successiva proteolisi da parte del sistema fibrinolitico. E’ rilevabile in basse concentrazioni nel sangue … leggi tutto


Tromboembolia venosa e trombofilia

Per trombofilia si intende la tendenza a sviluppare  trombosi. Tale condizone può essere: Ereditaria: Carenza congenita di inibitori della cascata coagulativa (antitrombina, proteina C, proteina S) Aumentati livelli o funzione di fattori procoagulanti (FattoreV Leiden, protrombina G20210A) Acquisita: Sindrome da anticorpi antifosfolipidi (LAC, ACA) Patologie autoimmuni (LES) Multifattoriale: Iperomocisteinemia: genetica (mutazione MTHFR) o da deficit … leggi tutto


Tromboembolia venosa e gravidanza

Il rischio di TEV è aumentato in gravidanza; l’incidenza stimata di TEV in gravidanza è di 1/1.000, con un’incidenza fino a 5 volte più alta nel puerperio. Più dell’ 85% dei casi di TVP in gravidanza è a carico dell’arto inferiore sinistro; in gravidanza è possibile riscontrare trombosi isolate delle vene iliache, che potrebbero manifestarsi solo … leggi tutto


Trombosi venosa profonda e cancro

Nel paziente oncologico la malattia tromboembolica venosa (TEV) rappresenta una frequente complicanza , causa di importante morbilità e mortalità. La presenza di una neoplasia maligna aumenta il rischio di trombosi di 4-6 volte rispetto alla popolazione generale e la sopravvivenza dei soggetti affetti sia da neoplasia che da TEV risulta essere inferiore rispetto a quella … leggi tutto