TROMBOSI VENOSA PROFONDA/EP


Terapia “a vita”: quando nella TVP?

La durata del trattamento anticoagulante dopo un episodio di TEV è un argomento assai complesso e discusso; l’obiettivo di una terapia prolungata dovrebbe essere quello di minimizzare il rischio di recidiva di eventi TEV, dovendo però al contempo gestire i rischi emorragici, i costi e la complessità di una terapia anticoagulante a lungo termine. Nella … leggi tutto


NAO – ruolo nella patologia tromboembolica venosa

Le indicazioni terapeutiche dei nuovi anticoagulanti orali nell’ambito della patologia tromboembolica venosa comprendono: Prevenzione degli eventi tromboembolici venosi (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento chirurgico di sostituzione elettiva dell’anca o del ginocchio. Trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) e dell’embolia polmonare (EP) e prevenzione delle recidive di TVP ed EP negli adulti. Le molecole … leggi tutto


Tromboembolismo venoso e D-Dimero

Il D-dimero (DD) è un prodotto di degradazione della fibrina stabilizzata da legami crociati covalenti. La sua presenza in circolo è legata all’attivazione della coagulazione con formazione di fibrina, stabilizzazione della fibrina da parte del Fattore XIII (attivato dalla trombina) e successiva proteolisi da parte del sistema fibrinolitico. E’ rilevabile in basse concentrazioni nel sangue … leggi tutto


Tromboembolia venosa e trombofilia

Per trombofilia si intende la tendenza a sviluppare  trombosi. Tale condizone può essere: Ereditaria: Carenza congenita di inibitori della cascata coagulativa (antitrombina, proteina C, proteina S) Aumentati livelli o funzione di fattori procoagulanti (FattoreV Leiden, protrombina G20210A) Acquisita: Sindrome da anticorpi antifosfolipidi (LAC, ACA) Patologie autoimmuni (LES) Multifattoriale: Iperomocisteinemia: genetica (mutazione MTHFR) o da deficit … leggi tutto


Tromboembolia venosa e gravidanza

Il rischio di TEV è aumentato in gravidanza; l’incidenza stimata di TEV in gravidanza è di 1/1.000, con un’incidenza fino a 5 volte più alta nel puerperio. Più dell’ 85% dei casi di TVP in gravidanza è a carico dell’arto inferiore sinistro; in gravidanza è possibile riscontrare trombosi isolate delle vene iliache, che potrebbero manifestarsi solo … leggi tutto


Trombosi venosa profonda e cancro

Nel paziente oncologico la malattia tromboembolica venosa (TEV) rappresenta una frequente complicanza , causa di importante morbilità e mortalità. La presenza di una neoplasia maligna aumenta il rischio di trombosi di 4-6 volte rispetto alla popolazione generale e la sopravvivenza dei soggetti affetti sia da neoplasia che da TEV risulta essere inferiore rispetto a quella … leggi tutto


Terapia dell’embolia polmonare

Nei pazienti con embolia polmonare acuta è raccomandata la terapia anticoagulante, con l’obiettivo di prevenire sia la morte che la recidiva di TEV sintomatico o fatale. La durata standard della terapia dovrebbe essere di almeno 3 mesi; il trattamento della fase acuta consiste nella somministrazione di anticoagulanti per via parenterale () per i primi 5- … leggi tutto


Terapia della trombosi venosa profonda

Quando viene diagnosticata una TVP l’obiettivo della terapia nella fase acuta (primi 5-10 giorni) è quello di prevenire l’estensione della trombosi e prevenire l’insorgenza o la recidiva di embolia polmonare (EP) ad essa correlata, oltre ad alleviare i sintomi tipici della fase acuta. Farmaci di possibile impiego Eparina a basso peso molecolare (EBPM): il vantaggio … leggi tutto


Prevenzione della tromboembolia venosa

Indicazioni tratte da 2012 Antithrombotic therapy for VTE disease: Antithrombotic Therapy and Prevention of Thrombosis, 9th ed: American College of Chest Physicians Evidence-Based Clinical Practice Guidelines  Sia in ambito medico, che in ambito chirurgico sono numerose le condizioni cliniche che si associano ad un aumento del rischio di eventi tromboembolici. Paziente “non chirurgico” Per quanto … leggi tutto