TROMBOSI VENOSA PROFONDA/EP


embolia-complesso-semplice-sulodexide-coagulumreport

Pietro: un caso semplice e complicato al tempo stesso

Si propone il caso di Pietro, uomo di 55 anni che, pur avendo una storia clinica totalmente priva di malattie pregresse o fattori di rischio cardiovascolari e in assenza di terapie abitualmente assunte, improvvisamente accusava al mattino al risveglio una moderata dispnea accompagnata da un senso di tachicardia continuata per circa un paio d’ore, dopodiché, … leggi tutto


Anna la fragile

Anna, una signora di 84 anni, presenta sarcopenia dell’anziano, con un peso di 57 kg per un’altezza di 1,60 cm, senza apparentemente altre comorbidità rispetto alla patologia presentata. La paziente si rivolge al Medico per la presenza di dolore e tensione nell’arto inferiore sinistro, in particolare all’altezza del polpaccio che presenta rigonfiamento arrossamento e calore. … leggi tutto




sulodexide-opzione-coagulumreport

Dopo un evento tromboembolico di origine venosa, ecco un trattamento post terapia anticoagulante

Una volta decretata la fine della terapia anticoagulante, in un paziente che ha avuto una trombosi venosa profonda con embolia polmonare, una azione farmacologica che potrebbe completare le opzioni per la gestione del rischio di episodi recidivanti di TEV (tromboembolismo venoso) e delle sequele post-trombotiche nel medio-lungo periodo, fino a 24 mesi e oltre dall’evento … leggi tutto


sulodexide-coagulumreport

Dopo il trattamento anticoagulante, obiettivi e management del rischio residuo di TEV ed EP

Dopo un evento di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale o sospendere la terapia specifica, dopo un certo periodo variabile, a seconda delle condizioni cliniche e non somministrare più nulla? Lo stato dell’arte attuale della gestione clinica del paziente che ha manifestato una trombosi venosa profonda rivela … leggi tutto


rivaroxaban-aspirina-compass-arteriopatia-amputazioni-coagulumreport

Arteriopatia. Rivaroxaban e Aspirina riducono del 70% il rischio di amputazione

Una nuova analisi dallo studio COMPASS rivela che rivaroxaban (2,5 mg due volte/die) più aspirina (100 mg/die) ha ridotto del 70% il rischio di amputazione maggiore in pazienti con arteriopatia periferica (PAD, Peripheral artery disease). L’associazione si è dimostrata efficace anche nell’endpoint primario riducendo del 28% il rischio relativo di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), e del 46% per gli eventi avversi maggiori agli arti … leggi tutto


sulodexide-tev-tvp-recidiva-trombosi-anziano-terapia-asa-coagulumreport

Prevenzione della TEV negli anziani: in equilibrio tra rischio trombotico e rischio emorragico

Il tromboembolismo venoso (TEV), che comprende la trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori e/o l’embolia polmonare (EP), è una malattia frequente e potenzialmente molto seria. La sua incidenza, stimata nella popolazione europea, è compresa tra 1,04 e 1,83 per 1000 abitanti per anno, ma raggiunge anche 0,5 casi su 100 per anno in soggetti con età > … leggi tutto