TVP/EP – News

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L’alta statura aumenta il rischio di tromboembolismo ( TVP)

L’altezza rappresenta un fattore di rischio per il tromboembolismo venoso (TEV). Un’analisi condotta su 15.000 pazienti europei ha evidenziato che esiste una correlazione tra l’alta statura e il rischio di trombosi venosa profonda (TVP). Precedenti studi osservazionali hanno suggerito l’esistenza di una correlazione tra alta statura e rischio più elevato di TEV. In questa meta-analisi gli autori hanno utilizzato tecniche … leggi tutto


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TVP recidivante. Quale durata ottimale per la terapia anticoagulante orale?

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente tre: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti (DOAC) come dabigatran, rivaroxaban o apixaban; una seconda fase di mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


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Prevenzione delle recidive di TVP. Attenzione al paziente anche per i costi. Il caso di sulodexide  

L’impego del sulodexide ha aperto un nuovo scenario per la gestione della prevenzione delle recidive dopo una trombosi venosa profonda (TVP) alla dose di 500 U/BID . Il rischio di sviluppare una trombosi venosa ricorrente e quello di andare incontro a sanguinamenti maggiori dovuti alla terapia, disegnano un profilo individuale di pazienti che potrebbero particolarmente … leggi tutto


Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!

La terapia della trombosi venosa profonda (TVP) e della conseguente EP nella fase acuta è ovviamente una terapia a base di farmaci anticoagulanti, siano essi per via parenterale, oppure anticoagulanti orali inibitori di vitamina K o nuovi anticoagulanti orali (NAO/DOAC). Questa terapia va protratta per un certo periodo di tempo come stabilito dalle linee guida. Quando poi si arriva alla guarigione, … leggi tutto


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ANMCO 2017. Paziente anziano fragile in fibrillazione (FANV) o tromboembolismo (TEV). Edoxaban: importanza di un dosaggio ridotto

Il trattamento con anticoagulanti diretti (DOAC/NAO) nei soggetti più fragili e anziani rappresenta, per gli specialisti una sfida difficile e non ancora vinta.  Edoxaban, ultimo arrivato tra gli anticoagulanti diretti (NAO/DOAC), si è dimostrato altrettanto efficace e più sicuro del warfarin nella prevenzione di ictus ed embolia sistemica in presenza di fibrillazione atriale e nel … leggi tutto





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Dopo TEV più nulla? Obiettivi, metodologia, risultati e conclusioni dello studio SURVET.

Continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale (warfarin/DOAC) dopo un evento di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP) o sospendere la terapia specifica dopo un certo periodo, variabile a seconda delle condizioni cliniche, e non somministrare più nulla? Questa è la domanda iniziale che ha ispirato lo studio SURVET,   il lavoro … leggi tutto


TEV. Valutazione del rischio individuale per la terapia a lungo termine (Assessment extension therapy)

Pazienti con un episodio di tromboembolismo venoso (TEV) acuto, che include trombosi venosa profonda degli arti inferiori (TVP) e/o da embolia polmonare (EP), necessitano di immediata terapia anticoagulante, al fine di curare la patologia acuta, evitare l’estensione del processo trombotico, l’evenienza di EP potenzialmente fatali e recidive precoci della trombosi. La terapia iniziale coinvolge i … leggi tutto