Risultati per edoxaban

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Procedura invasiva: sufficiente sospendere per 3 giorni l’anticoagulante (DOAC)

Tre giorni di sospensione della terapia anticoagulante sono sufficienti per minimizzare il rischio emorragico nella maggior parte dei pazienti che devono sottoporsi a una procedura invasiva mentre il controllo degli indici routinari di emostasi è del tutto inutile. Sono le conclusioni di una ricerca prospettica multicentrica franco-belga che ha coinvolto 422 pazienti trattati con anticoagulanti diretti (DOAC) e sottoposti ad una procedura … leggi tutto


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Anticoagulanti (DOAC) poca attenzione al dosaggio. Dati real life

In uno studio su quasi 15.000 pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC) per fibrillazione atriale, oltre il 40% di coloro che, per problemi renali, dovevano ricevere una dose ridotta, continuava ad assumere la dose standard, mentre più  del 10% di quelli che non avevano indicazione di una riduzione del dosaggio, erano sottodosati. Gli … leggi tutto


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Rivaroxaban nella fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza nel real-world. Una review

Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC/NAO) dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, hanno efficacia non inferiore a warfarin nella riduzione dell’incidenza di ictus e di embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA). Questi farmaci, noti anche come nuovi anticoagulanti orali (NAO), sono inoltre risultati assolutamente sicuri, con una significativa riduzione del rischio emorragico, in particolare dei … leggi tutto


Fibrillazione atriale (FA). Una maggiore appropriatezza delle terapie anticoagulanti

Fibrillazione atriale (FA). Una maggiore appropriatezza delle terapie anticoagulanti garantirebbe benefici anche al SSN. Primi risultati studio Nemawashi

Luca Degli Esposti Presidente CliCon s.r.l. Clinicamente efficaci, maneggevoli e con un buon profilo di sicurezza, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC, direct oral anicoagulants) per il trattamento dei pazienti affetti da fibrillazione atriale, sono però ancora un’alternativa terapeutica sottoutilizzata in Italia. Eppure una maggior appropriatezza prescrittiva avrebbe già potuto portare a un risparmio consistente per … leggi tutto


Rivaroxaban nella fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza nel real-world

Letizia Riva, Giuseppe Di Pasquale Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Maggiore. Azienda USL di Bologna, Bologna   I nuovi anticoagulanti orali (NAO) dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, sono risultati almeno non inferiori al warfarin nella riduzione dell’ictus e delle embolie sistemiche nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA). … leggi tutto




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Arriva in Italia il primo antidoto per NAO: idarucizumab

Giuseppe Di Pasquale, Letizia Riva, Silvia Zagnoni Unità Operativa di Cardiologia, Ospedale Maggiore, Bologna I nuovi anticoagulanti orali (NAO) hanno rivoluzionato il trattamento della fibrillazione atriale e della trombosi venosa profonda – embolia polmonare. I vantaggi dei NAO sono rappresentati dall’efficacia almeno sovrapponibile a quella … leggi tutto


La sicurezza gastrointestinale dei nuovi anticoagulanti orali (NAO). Dati rassicuranti dagli studi real life su dabigatran

La sicurezza gastrointestinale dei nuovi anticoagulanti orali (NAO). Dati rassicuranti dagli studi real life su dabigatran

Leonardo Calò, Marco Rebecchi Aritmologia Clinica ed Interventistica, Policlinico Casilino, ASL Roma 2 INTRODUZIONE L’utilizzo clinico dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) – dabigatran, inibitore orale diretto della trombina e rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, inibitori orali diretti del fattore Xa – ha rappresentato un grande avanzamento nella prevenzione dell’ictus ischemico nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare … leggi … leggi tutto


tromboembolismo venoso nei pazienti con cancro

Trattamento del tromboembolismo venoso nei pazienti con cancro

Andrea Piccioli, Paolo Prandoni Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Università di Padova   La stretta relazione esistente tra cancro e tromboembolismo venoso (TEV) è nota fin dai tempi di Trousseau ed è stata nel tempo confermata ed approfondita (1-3). Il cancro rappresenta infatti un fattore di rischio maggiore ed indipendente per il tromboembolismo venoso (1,2): il … leggi tutto