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ablazione transcatetere, fibrillazione atriale

Impatto dell’ablazione transcatetere nella fibrillazione atriale

La tecnica dell’ablazione transcatetere per il trattamento della fibrillazione atriale è in continua evoluzione e si sta progressivamente diffondendo ma il suo impatto sugli outcome clinici non è ancora ben definito. Per chiarire questo aspetto sono stati esaminati i dati di un grande database statunitense  dal quale sono stati estratti consecutivamente i pazienti che dal 1 … leggi tutto


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Ablazione transcatetere. Meno sanguinamenti maggiori con dabigatran. Studio RE-CIRCUIT

I pazienti con fibrillazione atriale (FA) sottoposti ad ablazione transcatetere senza interrompere l’assunzione di dabigatran (DOAC) hanno avuto meno sanguinamenti maggiori e minori eventi avversi gravi rispetto a quelli che non avevano interrotto la terapia con warfarin. Sono i risultati dello studio RE-CIRCUIT, presentato nel corso del Congresso ACC 2017 e pubblicati sul New England … leggi tutto


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Dopo ablazione per tachicardia ventricolare amiodarone? Anche no

La tachicardia ventricolare è un’aritmia che si verifica frequentemente nei pazienti con cardiomiopatie ischemiche e non, portando ad esiti sfavorevoli. Nei pazienti in cui è stata eseguita con successo l’ablazione transcatetere per il trattamento della tachicardia ventricolare (Vt), la somministrazione di amiodarone può essere ridotta o addirittura sospesa senza che ci sia un aumento di … leggi tutto


Antiaritmici dopo ablazione transacatere per fibrillazione: efficacia a tempo

Dal 35 al 46% degli interventi di ablazione transcatetere  per fibrillazione atriale (FA) va incontro a recidive precoci tra i 15 e i 90 giorni dopo la procedura. Queste sono spesso l’espressione di fenomeni infiammatori transitori dell’atrio o di un’incompleta evoluzione cicatriziale delle lesioni create attraverso la procedura di ablazione. Gli autori dello studio Efficacy … leggi tutto


Morte giovanile improvvisa: un protocollo diagnostico con risonanza

Nella morte improvvisa in età giovanile è noto il ruolo del prolasso della valvola mitralica (MPV, mitral valve prolapse), insieme a un’aritmia ventricolare, anche in assenza di problemi emodinamici. I ricercatori del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolare dell’Ospedale di Padova, hanno voluto verificare se ci fossero delle cause strutturali responsabili dell’aritmia utili a poter fornire una … leggi tutto