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Rivaroxaban nella fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza nel real-world. Una review

Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC/NAO) dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban, hanno efficacia non inferiore a warfarin nella riduzione dell’incidenza di ictus e di embolia sistemica nei pazienti affetti da fibrillazione atriale (FA). Questi farmaci, noti anche come nuovi anticoagulanti orali (NAO), sono inoltre risultati assolutamente sicuri, con una significativa riduzione del rischio emorragico, in particolare dei … leggi tutto


Fibrillazione atriale (FA). Una maggiore appropriatezza delle terapie anticoagulanti

Fibrillazione atriale (FA). Una maggiore appropriatezza delle terapie anticoagulanti garantirebbe benefici anche al SSN. Primi risultati studio Nemawashi

Luca Degli Esposti Presidente CliCon s.r.l. Clinicamente efficaci, maneggevoli e con un buon profilo di sicurezza, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC, direct oral anicoagulants) per il trattamento dei pazienti affetti da fibrillazione atriale, sono però ancora un’alternativa terapeutica sottoutilizzata in Italia. Eppure una maggior appropriatezza prescrittiva avrebbe già potuto portare a un risparmio consistente per … leggi tutto


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Giovane con TEV. Dopo 6 mesi di anticoagulante: quando proporre extension therapy?

C.S., di sesso maschile, nato nel maggio 1973, si presenta nel settembre 2016 all’Ambulatorio del Centro TAO di una città dell’Emilia-Romagna per il rinnovo del piano terapeutico per la prescrizione dell’anticoagulante rivaroxaban (Xarelto 20 mg. una volta al dì), dopo 6 mesi di terapia per tromboembolismo venoso (TEV).  Il medico del Centro ritiene che il … leggi tutto


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Anticoagulanti e periprocedurale. Il consensus ACC 2017

Come comportarsi con un paziente in terapia con anticoagulante perché affetto da fibrillazione atriale non valvolare quando deve sottoporsi ad una procedura diagnostica invasiva o a un intervento chirurgico? E’ un problema molto frequente, che riguarda molte branche specialistiche, ma di non facile soluzione. A seconda del rischio emorragico legato alla procedura e del rischio … leggi tutto


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Anticoagulante (DOAC/NAO) off label per un pazinete su 8 in America

I nuovi anticoagulanti orali (DOAC/NAO) stanno guadagnando sempre più terreno nella prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. La loro posologia non deve essere sottoposta a continui aggiustamenti, e questo é senza dubbio un punto di forza di questi farmaci rispetto agli anti-vitamina K, tuttavia deve essere regolata sulla base di … leggi tutto


Testa a testa tra anticoagulanti diretti (DOAC/NAO). Dati americani

Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC/NAO) sono ormai utilizzati da molti anni per la prevenzione del tromboembolismo nella fibrillazione atriale non valvolare. Si conoscono le caratteristiche farmacologiche delle diverse molecole disponibili, ma ancora oggi la scelta del farmaco non può basarsi su studi che abbiano confrontato direttamente le varie molecole. Per colmare questa lacuna, utilizzando i dati … leggi tutto


Sicurezza più alta con anticoagulanti diretti. Dati danesi real life

Nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, i dati della letteratura internazionale solitamente confrontano gli anticoagulanti diretti (DOAC) con il warfarin sia sul profilo della sicurezza, sia su quello della efficacia nella riduzione degli eventi cardioembolici. Più raramente si osservano, invece, analisi comparative fra i vari anticoagulanti diretti come emerge, invece, da queste osservazioni desunte … leggi tutto


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Minore frequenza di sanguinamento con alcuni anticoagulanti diretti. Dati real life norvegesi

Valutare il rischio di sanguinamento nella pratica clinica nei pazienti con fibrillazione atriale in terapia con gli anticoagulanti diretti  (DOAC) rispetto a warfarin è l’obiettivo di questo studio. A tale scopo sono stati utilizzati i due maggiori registri norvegesi in cui sono stati individuati i pazienti affetti da fibrillazione atriale e valutati in un periodo compreso … leggi tutto


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Fibrillazione e NAO. Aderenza alla terapia oltre il 70% per dabigatran

I pazienti con fibrillazione atriale non valvolare di nuova diagnosi (FANV/NVAF) trattati con l’anticoagulante orale (NAO) dabigatran hanno una probabilità del 76,6 % di essere ancora in trattamento dopo un anno e del 69,2 % dopo due anni. Sono questi i risultati di una nuova analisi del GLORIA -AF Registry Program presentati all’annual meeting dell’American Society of … leggi tutto


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Disturbi gastrointestinali con dabigatran? Due semplici strategie per risolverli

Nello studio RE-LY, il nuovo anticoagulante orale (NAO) dabigatran (150 mg BID) ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di ictus rispetto a warfarin in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV). Alla dose di 110 mg BID, il NAO ha dimostrato efficacia paragonabile a warfarin e una riduzione significativa dei sanguinamenti. Entrambi i dosaggi … leggi tutto