anticoagulanti

Fibrillazione atriale e scompenso: che fare?

Fibrillazione atriale e scompenso cardiaco sono due condizioni fortemente correlate sul piano fisiopatologico e di crescente rilevanza epidemiologica. L’aumentata longevità e la ridotta mortalità cardiovascolare determinano, infatti, un progressivo incremento della proporzione di soggetti affetti da una o da entrambe queste patologie. Fortunatamente sia per la fibrillazione atriale che per lo scompenso cardiaco sono disponibili linee … leggi tutto


Fibrillazione e anticoagulanti: importanza dell’ORBIT bleeding risk score

Prescrivere una terapia antitrombotica e/o anticoagulante implica sempre la necessità di confrontare il beneficio che deriva dalla riduzione del rischio trombotico con il danno potenziale determinato da un incremento del rischio emorragico dall’impiego di anticoagulanti. Per questo sono stati validati degli score, come il CHA2DS2-Vasc e l’HAS-BLED, che consentono di stimare entrambi i rischi utilizzando … leggi tutto


Apixaban nella TEV: risultati incoraggianti

Nel trattamento del tromboembolismo venoso (TEV) i risultati dell’impiego di apixaban, nuovo anticoagulante orale (NAO) , rispetto alla terapia standard, sono incoraggianti. La terapia di riferimento per il TEV è rappresentata dalla iniziale somministrazione per via sottocutanea di eparine a basso peso molecolare (LMWH, o in alternativa di eparina non frazionata o fondaparinux), seguita da una … leggi tutto


Anticoagulanti: simile rischio emorragico per NAO e AVK nei primi 3 mesi

Sottoporre un paziente a terapia con anticoagulante significa esporlo a un maggiore rischio emorragico. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono generalmente considerati almeno altrettanto efficaci dei vecchi antivitamina K (AVK) e più sicuri sul piano degli eventi emorragici. Tuttavia non vi sono molti dati riguardanti i primi tre mesi di trattamento, periodo durante il quale … leggi tutto


Anticoagulanti (NAO) nell’anziano. Nuove linee guida ESC

“La medicina contemporanea sta spostando la sua attenzione verso la cure orientate alla persona piuttosto che alla malattia”. Con questa frase esordisce un interessante documento della Società Europea di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology ) che fa il punto sull’utilizzo delle terapie antitrombiotiche (anticoagulanti) nell’anziano. Queste terapie sono spesso sottoutilizzate nelle persone più avanti … leggi tutto



Tripla anticoagulazione nell’anziano: più rischi che benefici

La scelta della terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale e stent coronarico presenta non poche difficoltà derivanti dalla necessità di bilanciare il rischio tromboembolico, il rischio ischemico ed il rischio emorragico. Le difficoltà aumentano nel paziente anziano che presenta un rischio aumentato di ictus tromboembolico, di recidiva ischemica e un più elevato rischio emorragico, … leggi tutto


Fibrillazione con patologia valvolare. Possibile ruolo di apixaban (NOAC)

L’analisi di un sottogruppo di pazienti dello studio ARISTOTLE (the Apixaban for Reduction in Stroke and Other Thromboembolic Events in Atrial Fibrillation) gli autori hanno voluto valutare l’efficacia e la sicurezza di apixaban (NOAC, nuovo anticoagulante orale) in pazienti con fibrillazione atriale (FA) e patologia valvolare cardiaca (esclusa stenosi mitralica clinicamente significativa e protesi valvolare … leggi tutto


ANMCO. Cambia il follow up dei NAO

Studiati in molti più casi del warfarin, i nuovi anticoagulanti orali (NAO) non sono molecole sperimentali, ma nuove terapie. Ci vuole un cambio di mentalità, un modello diverso per gestire il paziente in anticoagulazione.  Questo un messaggio forte emerso al congresso dell’Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri (ANMCO) in corso a Milano dal 4 al 6 … leggi tutto


ANMCO. Dabigatran tre cose da sapere

Tre questioni importanti su dabigatran sono state chiarite da Giuseppe Di Pasquale, moderatore a un simposio realizzato al Congresso dell’Associazione dei cardiologi ospedalieri (ANMCO) in corso a Milano, dal 4 al 6 giugno. Ecco in sintesi i contenuti del take home message: Disfunzione renale Ampi dati dall’analisi del RELY, a sei anni di distanza, evidenziano che … leggi tutto