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Gestione dei sanguinamenti da anticoagulanti (DOAC). Il Consensus dell’ACC

L’American College of Cardiology (ACC) ha pubblicato un documento di consenso con percorsi decisionali per guidare i medici nella gestione del sanguinamento maggiore o minore nei pazienti trattati con anticoagulanti orali  . Il testo integra un documento analogo sulla gestione periprocedurale dell’anticoagulazione in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Il documento di consenso considera il sanguinamento … leggi tutto


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Sindrome post trombotica (SPT) severa: un nuovo outcome nella gestione del paziente con TVP? Dalla fisiopatologia alla terapia

La Sindrome Post-Trombotica (SPT) è la principale complicanza  della trombosi venosa profonda (TVP), con percentuali del  20-50% nelle TVP prossimali e un’incidenza delle forme severe (CEAP C4-C6), caratterizzate da alterazione / lesione / ulcerazione cutanea, del 5-10% a cinque anni dall’evento indice di tromboembolico (TEV). Diagnosi della SPT La diagnosi di SPT è su base … leggi tutto


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Ablazione transcatetere. Meno sanguinamenti maggiori con dabigatran. Studio RE-CIRCUIT

I pazienti con fibrillazione atriale (FA) sottoposti ad ablazione transcatetere senza interrompere l’assunzione di dabigatran (DOAC) hanno avuto meno sanguinamenti maggiori e minori eventi avversi gravi rispetto a quelli che non avevano interrotto la terapia con warfarin. Sono i risultati dello studio RE-CIRCUIT, presentato nel corso del Congresso ACC 2017 e pubblicati sul New England … leggi tutto



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TEV. Trattamenti alternativi dopo la terapia anticoagulante. CHEST 2016

La versione recente delle linee-guida CHEST 2016 affrontano il tema dell’impiego dell’aspirina nei pazienti con pregresso tromboembolismo venoso (TEV). Nello studio INSPIRE  è stata valutata l’efficacia preventiva dell’aspirina (ASA). Anche se è stata verificcata una riduzione del rischio di recidive del 32%, questa è inferiore a quella degli anticoagulanti, quindi l’uso di ASA  non viene … leggi tutto


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Fibrillazione. Conferme per sicurezza ed efficacia di dabigatran dalla “real world” americana

La sicurezza e l’efficacia  di dabigatran nella profilassi  tromboembolica dei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV) si conferma anche nella pratica clinica quotidiana di  Oltreoceano. Studi clinici randomizzati hanno dimostrato, con solide evidenze, che l’anticoagulante dabigatran é almeno altrettanto efficace del warfarin con un migliore profilo di sicurezza. Tali risultati non sono però automaticamente trasferibili in … leggi tutto


Ok del CHMP per idarucizumab: presto in Ue antidoto di dabigatran (NAO)

L’arrivo di idarucizumab in Europa si avvicina. Il primo antidoto disponibile per i nuovi anticoagulanti orali (NAO) specifico per dabigatran (Pradaxa) ha ottenuto il parere favorevole alla commercializzazione in Ue  dal  CHMP, il comitato che valuta i farmaci per l’uso umano  dell’Agenzia Europea dei medicinali (EMA). Il primo antidoto specifico per NAO, sarà indicato per pazienti adulti … leggi tutto


NAO in real life. Evidenze di sicurezza indipendenti (FDA) su dabigatran

Al 49° Convegno di cardiologia che si è svolto a Milano, dal 21 al 24 settembre, sono stati presentati i dati indipendenti di Real Life di FDA relativi a dabigatran (NAO) in pazienti con fibrillazione atriale. Ne abbiamo parlato con Pasquale Perrone Filardi, Professore Associato, Direttore Scuola di Specializzazione Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università degli studi … leggi tutto


Il freddo aumenta infarto e ictus. Un aiuto dal meteo

Il freddo è un fattore di rischio cardiovascolare sottostimato. Ogni 10 gradi in meno di temperatura aumenta del 7%  il rischio di infarto con elevazione del tratto ST (STEMI). La correlazione è stata trovata in uno studio canadese, presentato a fine agosto a Londra, al Congresso europeo di cardiologia (ESC). E’ la prima volta che viene … leggi tutto


Tripla anticoagulazione nell’anziano: più rischi che benefici

La scelta della terapia antitrombotica nei pazienti con fibrillazione atriale e stent coronarico presenta non poche difficoltà derivanti dalla necessità di bilanciare il rischio tromboembolico, il rischio ischemico ed il rischio emorragico. Le difficoltà aumentano nel paziente anziano che presenta un rischio aumentato di ictus tromboembolico, di recidiva ischemica e un più elevato rischio emorragico, … leggi tutto