arteriopatia

rivaroxaban, ASA, coronaropatia

Anticoagulanti (DOAC). Verso approvazione dell’ Ema per nuova indicazione di rivaroxaban 2,5 mg e ASA

Parere favorevole del Comitato che valuta i Farmaci per l’Uso Umano (CHMP) dell’Ema per una nuova indicazione di rivaroxaban, l’inibitore orale del Fattore Xa di Bayer. La terapia con rivaroxaban 2,5 mg due volte/die, più acido acetilsalicilico (ASA) a 75 – 100 mg una volta/die, sarà indicata per la prevenzione di eventi aterotrombotici in pazienti adulti … leggi tutto


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Arteriopatia. Rivaroxaban e Aspirina riducono del 70% il rischio di amputazione

Una nuova analisi dallo studio COMPASS rivela che rivaroxaban (2,5 mg due volte/die) più aspirina (100 mg/die) ha ridotto del 70% il rischio di amputazione maggiore in pazienti con arteriopatia periferica (PAD, Peripheral artery disease). L’associazione si è dimostrata efficace anche nell’endpoint primario riducendo del 28% il rischio relativo di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), e del 46% per gli eventi avversi maggiori agli arti … leggi tutto


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#esc2017. Rivaroxaban e aspirina: associazione efficace in prevenzione secondaria. Studio COMPASS

L’associazione dell’anticoagulante orale rivaroxaban (Xarelto, Bayer / Janssen ) alla dose di 2,5 mg due volte al giorno con aspirina (ASA) 100 mg una volta al giorno, migliora la sopravvivenza e riduce ictus e infarto rispetto all’aspirina da sola in pazienti con malattia coronarica stabile o arteriopatia periferica. Sono questi i risultati dello studio COMPASS presentati al congresso della European society of … leggi tutto


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Coronaropatia e arteriopatia periferica: rivaroxaban (DOAC) efficace. Studio COMPASS

L’anticoagulante diretto (DOAC)  rivaroxaban (Xarelto, Bayer) è più efficace della sola aspirina, nel prevenire eventi cardiovascolari avversi maggiori (MACE) o morte in pazienti ad alto rischio perchè affetti da coronaropatia (CAD) o arteriopatia periferica (PAD). Questi, in sintesi, i risultati, ad interim, dello studio COMPASS di fase III che verrà quindi concluso un anno prima del previsto, … leggi tutto


Arteriopatia periferica. Pubblicate linee guida AHA/ACC 2016

Le società cardiologiche americane hanno pubblicato un aggiornamento delle linee guida sulla arteriopatia periferica. Il documento comprende raccomandazioni sull’utilizzo della terapia medica, basata su antiaggreganti e statine, sulla indicazione delle procedure di rivascolarizzazione e sull’importanza di un programma strutturato di attività fisica. L’obiettivo della terapia é quello di ridurre i sintomi e migliorare la capacità … leggi tutto


Arteriopatia. L’attività fisica riduce rischio di infarto

Nell’ambito delle arteriopatie periferiche, il test del cammino dei 6 minuti (6MWT, 6 minute walk test), in associazione alla misura dell’indice caviglia-braccio (ABI), rappresenta un utile strumento di valutazione in fase diagnostica e nel follow-up. È inoltre noto che i pazienti affetti da arteriopatia periferica (PAD, peropheral artery disease) presentino un rischio di eventi cardiovascolari più … leggi tutto


Sintomi d’allarme

Uno stadio molto avanzato di arteriopatia degli arti inferiori viene definito ischemia critica; questa va sospettata in caso di: dolore ischemico a riposo, prevalentemente notturno, che dura più di 15 giorni e che richiede un trattamento con farmaci antidolorifici e/o comparsa di lesioni cutanee ischemiche minime o anche estese In questo caso rivolgersi tempestivamente al … leggi tutto


Esercizio fisico nei pazienti con arteriopatia degli arti inferiori

Un obiettivo fondamentale per i paziente arteriopatico è il miglioramento della qualità di vita, che può essere raggiunto consentendo loro di camminare il più possibile, senza dolore. Tale obiettivo è raggiungibile con l’esercizio fisico. Camminare, infatti, favorisce lo sviluppo di circoli collaterali e consente di aumentare gradatamente il tratto di cammino percorso, senza che compaia … leggi tutto


Consigli per il paziente con arteriopatia degli arti inferiori

I principali fattori di rischio per arteriopatia degli arti inferiori sono: fumo, diabete mellito, obesità, ipertensione arteriosa (>140/90 mmHg), ipercolesterolemia, età. Per ridurre l’incidenza o comunque rallentare la progressione della patologia è fondamentale intervenire sui fattori di rischio modificabili: Smettere di fumare: il fumo è forse il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di … leggi tutto