D-dimero


dissecazione aortica, DAA. D-dimero

D-dimero negativo non esclude esiti fatali conseguenti alla DAA

Il dolore nella dissecazione aortica (DAA) è di per sé un sintomo “aspecifico”, che può manifestarsi nelle fasi precoci della malattia, pertanto individuare un test di screening che possa aiutare nel riconoscere i pazienti da sottoporre ad esami di imaging più approfonditi, potrebbe essere un valido aiuto nella pratica clinica. Il D-dimero mostra un’alta sensibilità, ma una bassa specificità per la … leggi tutto



Sfide attuali nella gestione del TEV

Sfide attuali nella gestione del TEV

Gualtiero Palareti Malattie Cardiovascolari, Università di Bologna TEV, recidive e protezione anticoagulante Pazienti affetti da una trombosi venosa profonda degli arti inferiori (TVP) e/o da embolia polmonare (EP), che nel loro … leggi tutto


tre marcatori fibrillazione D dimero, BNP troponina coagulumreport

Fibrillazione. Tre marcatori (troponina I, NT-proBNP e d-dimero) utili alla prognosi

La scelta se sottoporre a terapia anticoagulante un paziente con fibrillazione atriale si basa attualmente sulla valutazione dello score CHA2DS2-VASc. Il potere discriminante di questo test é tuttavia limitato. Per verificare la possibilità di migliorare la prognosi dei pazienti con fibrillazione atriale nei confronti del rischio di eventi trombo-embolici è stata effettuata, nell’ambito del più vasto … leggi tutto


TEV fattori rischio recidiva CHEST trombosi coagulumreport

TEV e fattori di rischio di recidiva

Alcune caratteristiche dei pazienti rappresentano rilevanti fattori di rischio per recidiva di  tromboembolismo venoso TEV. Sebbene la ragione di questo non sia ancora stata evidenziata, vi è unanime consenso sul fatto che i maschi abbiano un rischio superiore alle femmine. È stato dimostrato che dopo un TEV idiopatico i maschi hanno oltre 2 volte il rischio di … leggi tutto


Il punto sulla terapia con sulodexide

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come dabigatran, rivaroxaban o apixaban, una seconda fase caratterizzata dal mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto



Terapia con anticoagulanti: sono fattori prognostici D-dimero e fattore VIIa

Nei pazienti con fibrillazione atriale, in terapia con anticoagulanti orali, non è noto se l’andamento dei marker della coagulazione – D dimero e fattore VIIa – possono avere un valore prognostico per definire il rischio di sanguinamento o ictus.  I ricercatori dello studio RE- LY hanno analizzato, in una sottoanalisi,  il ruolo del monitoraggio seriato … leggi tutto


Dalla diagnosi alla terapia: trombosi venosa profonda

Dalla diagnosi alla terapia: trombosi venosa profonda

  Nel sospetto di trombosi venosa profonda (TVP) é di fondamentale importanza confermare (o escludere) la diagnosi in modo da poter iniziare al più presto una terapia antitrombotica efficace, in grado cioè di prevenire l’estensione del processo e, soprattutto, la temibile embolia polmonare. La flow-chart riassume i principali snodi del processo diagnostico. Lo score di … leggi tutto