dabigatran

Dabigatran ,Asa, ictus, aspirina

Studio RE-SPECT ESUS. Dabigatran e Asa a confronto come terapia di prevenzione della recidiva di ictus nei pazienti che hanno subito un ictus embolico di origine indeterminata

Studio randomizzato, in doppio cieco, di valutazione dell’efficacia e della sicurezza di dabigatran etexilato, inibitore orale diretto della trombina in confronto con acido acetilsalicilico (ASA), come terapia di prevenzione della recidiva di ictus nei pazienti che hanno subito un ictus embolico di origine indeterminata (RE-SPECT ESUS®)1 RE-SPECT ESUS® è uno studio in doppio cieco di … leggi tutto


Associazione di anticoagulanti orali e inibitori della Pompa Protonica per sanguinamento gastrointestinale

Il rischio di emorragie gastrointestinali associato alla terapia anticoagulante orale dipende dal tipo di anticoagulante utilizzato e si riduce significativamente nei pazienti trattati contemporaneamente con un inibitore della pompa protonica (IPP). E’ questo il risultato di uno studio retrospettivo condotto sul database di Medicare tra gennaio 2011 e settembre 2015. Sono stati considerati 1.643.123 pazienti, età … leggi tutto



anticoagulanti, donne, DOACS

Gli anticoagulanti DOAC funzionano meglio nelle donne

Nelle donne con fibrillazione atriale, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC o NOAC) determinano migliori esiti clinici rispetto agli uomini. In base ai risultati di uno studio recente, rispetto al warfarin, il trattamento con DOAC è risultato associato a minori rischi di emorragia intracranica (HR 0,16; IC 95% 0,06-0,40) e mortalità per tutte le cause (HR … leggi tutto


anticoagulanti diretti, fibrillazione atriale

Anticoagulanti diretti: in pazienti con fibrillazione atriale minor rischio di infarto

I pazienti con fibrillazione atriale trattati con anticoagulanti diretti (dabigatran, rivaroxaban, apixaban) hanno un rischio di infarto miocardico inferiore rispetto a quelli trattati con anti-vitamina K (AVK). E’ il risultato di un grande studio osservazionale in “real life” condotto sui database sanitari danesi  che ha arruolato 31.739 pazienti con fibrillazione atriale (età media 74 anni, … leggi tutto


APIXABAN nella prevenzione dell’ictus cardioembolico

APIXABAN nella prevenzione dell’ictus cardioembolico: focus su pazienti anziani con fibrillazione atriale e ridotta funzionalità renale

Augusto Zaninelli. The System Academy, Firenze   La fibrillazione atriale (FA) è il disturbo del ritmo più frequente dopo le aritmie extrasistoliche con una prevalenza intorno allo 0,4% nella popolazione generale e fino al 3% nella popolazione con più di 60 anni (1). L’incidenza e la prevalenza di FA aumentano con l’età e, dopo i … leggi tutto



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Dopo stent coronarico (PCI), dabigatran in duplice terapia efficace in diversi gruppi di pazienti

La duplice terapia con dabigatran è efficace  nei sottogruppi di pazienti con fibrillazione atriale dopo un intervento di angioplastica coronarica con inserimento di stent.  Sono questi i risultati delle sottoanalisi dello studio clinico RE-DUAL PCI presentate  in occasione del Congresso AHA 2017 ad Anaheim, California. Lo studio RE-DUAL PCI ha valutato approcci terapeutici diversi in pazienti con fibrillazione atriale non-valvolare … leggi tutto


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#esc2017. Dopo angioplastica, la duplice associazione con dabigatran è efficace e più sicura della triplice

Nei pazienti con fibrillazione atriale sottoposti ad angioplastica coronarica (PCI) la duplice associazione di anticoagulante (dabigatran) e  inibitore del recettore P2Y12 (clopidogrel o ticaglerol) potrebbe sostituire la triplice associazione  antitrombotica (aspirina, inibitore del recettore P2Y12 e warfarin)  per la prevenzione  di eventi ischemici cardiaci e tromboembolici senza aumentare troppo il rischio emorragico. Questi, in sinesi, i risultati dello studio RE-DUAL PCI (Randomized Evaluation of Dual … leggi tutto


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Anticoagulanti (DOAC) poca attenzione al dosaggio. Dati real life

In uno studio su quasi 15.000 pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC) per fibrillazione atriale, oltre il 40% di coloro che, per problemi renali, dovevano ricevere una dose ridotta, continuava ad assumere la dose standard, mentre più  del 10% di quelli che non avevano indicazione di una riduzione del dosaggio, erano sottodosati. Gli … leggi tutto