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Gestione dei sanguinamenti da anticoagulanti (DOAC). Il Consensus dell’ACC

L’American College of Cardiology (ACC) ha pubblicato un documento di consenso con percorsi decisionali per guidare i medici nella gestione del sanguinamento maggiore o minore nei pazienti trattati con anticoagulanti orali  . Il testo integra un documento analogo sulla gestione periprocedurale dell’anticoagulazione in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Il documento di consenso considera il sanguinamento … leggi tutto


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Fibrillazione atriale: dabigatran causa meno sanguinamenti

Dabigatran e rivaroxaban sono nuovi anticoagulanti orali (NAO) approvati per la prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale (FA) non valvolare . Attraverso uno studio di coorte retrospettivo, un trial recente ha valutato i rischi di ictus tromboembolico, emorragia intracranica (EI), sanguinamento maggiore gastrointestinale e mortalità in 118.891 pazienti con FA non valvolare che assumevano dabigatran … leggi tutto


Giornata mondiale dell’ictus: RAPIDO è l’acronimo per stanarlo

La  giornata mondiale dell’ictus/stroke, 29 ottobre è dedicata ad evidenziare gli aspetti trattabili dell’ictus – dalla sua curabilità alla prevenzione, dall’importanza degli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi (grazie all’acronimo RAPIDO), alla necessità di pari opportunità nell’accesso alle cure – sottolineando come la riabilitazione sia un passo fondamentale di questo processo. In Italia, … leggi tutto



Il punto sulla terapia con sulodexide

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come dabigatran, rivaroxaban o apixaban, una seconda fase caratterizzata dal mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


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Linee guida CHEST 2016 nella pratica clinica in caso di TEV

Le raccomandazioni e i suggerimenti pratici delle linee guida CHEST 2016  per il trattamento anticoagulante in soggetti con tromboembolismo  venoso (TEV) sulla base del bilancio tra rischio di recidiva e quello di emorragia: Il trattamento per soli 3 mesi è raccomandato in soggetti con un primo (TEV) provocato da chirurgia (indipendentemente dal rischio emorragico). In … leggi tutto


Anticoagulanti NAO superiori rispetto a warfarin nella prevenzione dell’ictus in pazienti con FA

Efficacia e sicurezza dei nuovi anticoagulanti orali (NAO/ NOAC) rispetto all’anticoagulante storico di scelta, warfarin, nella prevenzione dell’ictus (stroke) nei pazienti con fibrillazione atriale sono state indagate nella meta-analisi britannica NOACs versus warfarin for stroke prevention in patients with AF: a systematic review and meta-analysis. Dai database elettronici Medline ed Embase sono stati selezionati 12 … leggi tutto


Fibrillazione e anticoagulanti: importanza dell’ORBIT bleeding risk score

Prescrivere una terapia antitrombotica e/o anticoagulante implica sempre la necessità di confrontare il beneficio che deriva dalla riduzione del rischio trombotico con il danno potenziale determinato da un incremento del rischio emorragico dall’impiego di anticoagulanti. Per questo sono stati validati degli score, come il CHA2DS2-Vasc e l’HAS-BLED, che consentono di stimare entrambi i rischi utilizzando … leggi tutto


Anticoagulanti: simile rischio emorragico per NAO e AVK nei primi 3 mesi

Sottoporre un paziente a terapia con anticoagulante significa esporlo a un maggiore rischio emorragico. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono generalmente considerati almeno altrettanto efficaci dei vecchi antivitamina K (AVK) e più sicuri sul piano degli eventi emorragici. Tuttavia non vi sono molti dati riguardanti i primi tre mesi di trattamento, periodo durante il quale … leggi tutto