emorragie

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Procedura invasiva: sufficiente sospendere per 3 giorni l’anticoagulante (DOAC)

Tre giorni di sospensione della terapia anticoagulante sono sufficienti per minimizzare il rischio emorragico nella maggior parte dei pazienti che devono sottoporsi a una procedura invasiva mentre il controllo degli indici routinari di emostasi è del tutto inutile. Sono le conclusioni di una ricerca prospettica multicentrica franco-belga che ha coinvolto 422 pazienti trattati con anticoagulanti diretti (DOAC) e sottoposti ad una procedura … leggi tutto


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Ablazione transcatetere. Meno sanguinamenti maggiori con dabigatran. Studio RE-CIRCUIT

I pazienti con fibrillazione atriale (FA) sottoposti ad ablazione transcatetere senza interrompere l’assunzione di dabigatran (DOAC) hanno avuto meno sanguinamenti maggiori e minori eventi avversi gravi rispetto a quelli che non avevano interrotto la terapia con warfarin. Sono i risultati dello studio RE-CIRCUIT, presentato nel corso del Congresso ACC 2017 e pubblicati sul New England … leggi tutto


TEV: meno sanguinamenti con dabigatran

Una sotto analisi dei due studi RECOVER I e II  dimostra che, in pazienti in terapia per la prevenzione del  tromboembolismo venoso (TEV), l’impiego di dabigatran  riduce  il rischio di  sanguinamenti rispetto a  warfarin. Lo studio, pubblicato su Thrombosis and Haemostasis ha considerato 2.553 pazienti che hanno assunto dabigatran e 2.554 in terapia con warfarin … leggi tutto



Anticoagulanti: simile rischio emorragico per NAO e AVK nei primi 3 mesi

Sottoporre un paziente a terapia con anticoagulante significa esporlo a un maggiore rischio emorragico. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) sono generalmente considerati almeno altrettanto efficaci dei vecchi antivitamina K (AVK) e più sicuri sul piano degli eventi emorragici. Tuttavia non vi sono molti dati riguardanti i primi tre mesi di trattamento, periodo durante il quale … leggi tutto


Dopo stent, ok per inibitori di pompa e doppia antiaggregazione (ASA/clopidogrel)

La doppia antiaggregazione con aspirina (ASA, acido acetilsalicilico) e clopidogrel è raccomandata dopo intervento di angioplastica coronarica, ma aumenta di circa 2-3 volte il rischio di emorragia gastrointestinale. Gli effetti degli inibitori della pompa protonica (PPI) sul metabolismo del clopidogrel sono stati già più volte descritti, ma il significato clinico di questa interazione non è ancora … leggi tutto