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Dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza AIFA Rivaroxaban risulta il NAO con minor rischio di reazioni avverse (ADR)

La valutazione dei rischi/benefici è un punto cruciale nella scelta di un farmaco anticoagulante. La disponibilità di dati su efficacia e sicurezza dei farmaci è basilare per operare una scelta tra i diversi trattamenti. Un aiuto in questo senso può venire dall’analisi delle reazioni avverse (ADR) segnalate dai clinici sul sito del nostro ente regolatorio … leggi tutto


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Gli anticoagulanti DOAC funzionano meglio nelle donne

Nelle donne con fibrillazione atriale, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC o NOAC) determinano migliori esiti clinici rispetto agli uomini. In base ai risultati di uno studio recente, rispetto al warfarin, il trattamento con DOAC è risultato associato a minori rischi di emorragia intracranica (HR 0,16; IC 95% 0,06-0,40) e mortalità per tutte le cause (HR … leggi tutto



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Prevenzione della TEV negli anziani: in equilibrio tra rischio trombotico e rischio emorragico

Il tromboembolismo venoso (TEV), che comprende la trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori e/o l’embolia polmonare (EP), è una malattia frequente e potenzialmente molto seria. La sua incidenza, stimata nella popolazione europea, è compresa tra 1,04 e 1,83 per 1000 abitanti per anno, ma raggiunge anche 0,5 casi su 100 per anno in soggetti con età > … leggi tutto


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Anticoagulanti diretti (DOAC) e aspirina (ASA) in fibrillazione? Una metanalisi

Gli anticoagulanti orali  diretti (DOAC/NAO) possono essere più sicuri ed efficaci rispetto al warfarin (AVK) nel trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale in terapia concomitante con acido acetilsalicilico (aspirina, ASA). Sono i risultati di una metanalisi che aiuta nella gestione dei pazienti con fibrillazione atriale (circa il 30%) che hanno una malattia coronarica, sono a riscchio di sindrome coronarica … leggi tutto


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La Ce approva rivaroxaban 10 mg a nella prevenzione delle recidive di TEV

La Commissione Europea ha approvato l’aggiornamento delle indicazioni dell’anticoagulante diretto rivaroxaban (Xarelto) includendo anche il dosaggio di 10mg in monosomministrazione giornaliera per la terapia a lungo termine per la prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso (TEV) . Questo aggiornamento di indicazione vale per i pazienti che hanno già ricevuto almeno sei mesi di terapia anticoagulante e mette a disposizione dei medici … leggi tutto


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Anticoagulanti (DOAC) poca attenzione al dosaggio. Dati real life

In uno studio su quasi 15.000 pazienti in terapia con anticoagulanti orali diretti (DOAC) per fibrillazione atriale, oltre il 40% di coloro che, per problemi renali, dovevano ricevere una dose ridotta, continuava ad assumere la dose standard, mentre più  del 10% di quelli che non avevano indicazione di una riduzione del dosaggio, erano sottodosati. Gli … leggi tutto


Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!

La terapia della trombosi venosa profonda (TVP) e della conseguente EP nella fase acuta è ovviamente una terapia a base di farmaci anticoagulanti, siano essi per via parenterale, oppure anticoagulanti orali inibitori di vitamina K o nuovi anticoagulanti orali (NAO/DOAC). Questa terapia va protratta per un certo periodo di tempo come stabilito dalle linee guida. Quando poi si arriva alla guarigione, … leggi tutto


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ANMCO 2017. Paziente anziano fragile in fibrillazione (FANV) o tromboembolismo (TEV). Edoxaban: importanza di un dosaggio ridotto

Il trattamento con anticoagulanti diretti (DOAC/NAO) nei soggetti più fragili e anziani rappresenta, per gli specialisti una sfida difficile e non ancora vinta.  Edoxaban, ultimo arrivato tra gli anticoagulanti diretti (NAO/DOAC), si è dimostrato altrettanto efficace e più sicuro del warfarin nella prevenzione di ictus ed embolia sistemica in presenza di fibrillazione atriale e nel … leggi tutto


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Rischio fratture da osteoporosi più basso con anticoagulante dabigatran (DOAC) rispetto a warfarin

In pazineti con fibrillazione atriale non valvolare la terapia anticoagulante con warfarin è stata associata a un aumento del rischio di fratture da osteoporosi. Un nuovo studio mostra che l’impiego di dabigatran, anticoagulante diretto (DOAC/NAO), grazie a un meccanismo d’azione differente, non è associato allo stesso rischio, anzi lo abbassa anche in modo significativo. I … leggi tutto