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Dopo il trattamento anticoagulante, obiettivi e management del rischio residuo di TEV ed EP

Dopo un evento di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale o sospendere la terapia specifica, dopo un certo periodo variabile, a seconda delle condizioni cliniche e non somministrare più nulla? Lo stato dell’arte attuale della gestione clinica del paziente che ha manifestato una trombosi venosa profonda rivela … leggi tutto


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La Ce approva rivaroxaban 10 mg a nella prevenzione delle recidive di TEV

La Commissione Europea ha approvato l’aggiornamento delle indicazioni dell’anticoagulante diretto rivaroxaban (Xarelto) includendo anche il dosaggio di 10mg in monosomministrazione giornaliera per la terapia a lungo termine per la prevenzione delle recidive di tromboembolismo venoso (TEV) . Questo aggiornamento di indicazione vale per i pazienti che hanno già ricevuto almeno sei mesi di terapia anticoagulante e mette a disposizione dei medici … leggi tutto


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TVP recidivante. Quale durata ottimale per la terapia anticoagulante orale?

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente tre: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti (DOAC) come dabigatran, rivaroxaban o apixaban; una seconda fase di mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


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Una badante un po’ … sbadata

Olga è una badante ucraina di quarant’anni che 13 mesi fa è stata ricoverata in ospedale per una trombosi venosa profonda (TVP) all’arto inferiore sinistro. Da allora è stata dimessa con una terapia anticoagulante orale, con l’impegno ad essere rivalutata dopo sei o sette mesi. La paziente invece, sia per gli impegni di lavoro e sia … leggi tutto


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Un antinfiammatorio (canakinumab) dopo infarto? Positivi i primi dati dello studio CANTOS

La somministrazione di canakinumab (ACZ885) in aggiunta alle terapie standard, nei pazienti con pregresso infarto e aterosclerosi con componente infiammatoria, riduce il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (MACE, major adverse cardiovascular events), quali morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale. Sono questi i risultati topline dello studio CANTOS (Canakinumab Anti-inflammatory Thrombosis Outcomes Study, NCT01327846), … leggi tutto


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Prevenzione delle recidive di TVP. Attenzione al paziente anche per i costi. Il caso di sulodexide  

L’impego del sulodexide ha aperto un nuovo scenario per la gestione della prevenzione delle recidive dopo una trombosi venosa profonda (TVP) alla dose di 500 U/BID . Il rischio di sviluppare una trombosi venosa ricorrente e quello di andare incontro a sanguinamenti maggiori dovuti alla terapia, disegnano un profilo individuale di pazienti che potrebbero particolarmente … leggi tutto


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Dopo TEV più nulla? Obiettivi, metodologia, risultati e conclusioni dello studio SURVET.

Continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale (warfarin/DOAC) dopo un evento di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP) o sospendere la terapia specifica dopo un certo periodo, variabile a seconda delle condizioni cliniche, e non somministrare più nulla? Questa è la domanda iniziale che ha ispirato lo studio SURVET,   il lavoro … leggi tutto


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Giovane e sportivo. Dopo primo TVP non vuole rinunciare alla mountain bike: quale terapia?

Il Sig. C.S., maschio, nato nel 1988, svolge abitualmente un’intensa attività fisica specialmente mountain bike. Di ritorno da un viaggio intercontinentale, per un improvviso gonfiore al polpaccio sinistro, si reca al pronto soccorso. Gli viene diagnosticato un episodio di trombosi venosa profonda (TVP) femoro-poplitea SN, con estensione trombotica ad alcune vene distali dell’arto; nulla all’arto … leggi tutto