recidive

VESSEL TROMBOSI VENOSA PROFONDA

La prevenzione farmacologica delle recidive di trombosi venosa profonda, fra efficacia e sicurezza

Come ogni trattamento che si deve protrarre a lungo nel tempo, il Medico, deve valutare il rapporto fra i benefici della terapia ed i rischi di possibili effetti collaterali o indesiderati, nella moderna logica della personalizzazione estrema delle cure e della cosiddetta “Medicina di Precisione”. L’impego del sulodexide ha aperto un nuovo scenario per la … leggi tutto


Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!

La terapia della trombosi venosa profonda (TVP) e della conseguente EP nella fase acuta è ovviamente una terapia a base di farmaci anticoagulanti, siano essi per via parenterale, oppure anticoagulanti orali inibitori di vitamina K o nuovi anticoagulanti orali (NAO/DOAC). Questa terapia va protratta per un certo periodo di tempo come stabilito dalle linee guida. Quando poi si arriva alla guarigione, … leggi tutto



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TEV. Rischio emorragico e indicazione alla extension therapy: come fare?

È noto che vi sono delle situazioni personali o cliniche che costituiscono una  controindicazione assoluta al trattamento anticoagulante o ad alcune classi di farmaci anticoagulanti. È questo il caso della presenza di emorragia maggiore in atto o molto recente e, per alcuni farmaci, la gravidanza e l’allattamento. I farmaci AVK non dovrebbero essere somministrati durante … leggi tutto


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Prevenire le recidive TEV? Rivaroxaban più efficace di ASA. Studio EINSTEIN CHOICE

L’anticoagulante diretto rivaroxaban (DOAC, inibitore orale del Fattore Xa) – sia 10 mg sia 20 mg in monosomministrazione giornaliera  – ha ridotto in modo significativo il rischio di recidiva di tromboembolismo venoso (TEV) rispetto ad aspirina (ASA) 100 mg una volta/die, in pazienti che avevano precedentemente completato un periodo fino a 6-12 mesi di terapia … leggi tutto


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Ictus. Monitor cardiaci (ILR) riducono le recidive, ma sono solo nel 5% del target

A seguito di un ictus criptogenico (circa il 30% degli ictus) , la terapia con anticoagulanti orali viene indicata solo in caso di presenza di fibrillazione atriale, con lo scopo di prevenire recidive. E’ quindi indispensabile diagnosticare la fibrillazione atriale per evitare un possibile ulteriore evento di ictus..Questo è oggi possibile attraverso sistemi avanzati in … leggi tutto


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Le statine riducono il rischio di trombosi (TV) ricorrenti 

Una metanalisi di trial randomizzati controllati suggerisce che il trattamento con gli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (statine) riduce il rischio di trombosi venosa (TV) incidente, in particolare tra coloro che non soffrono di disturbi cardiovascolari. È stato effettuato uno studio di coorte osservazionale per valutare la associazione tra l’assunzione di statine e il rischio di TV … leggi tutto


Il punto sulla terapia con sulodexide

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come dabigatran, rivaroxaban o apixaban, una seconda fase caratterizzata dal mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


TEV. Quale terapia a lungo termine per la prevenzione delle recidive?

La terapia della prevenzione della trombosi venosa ricorrente va selezionata in base livello di rischio presentato dal paziente. Se il paziente presenta un rischio basso di trombosi (TEV) ricorrente non va effettuata alcuna terapia, mentre al contrario, se il paziente si trova in una classe di rischio elevata va mantenuta la terapia anticoagulante orale. Nella … leggi tutto


Come evitare la recidiva di trombosi (TVP). Verso un consensus. LIVE – Learning Innovation about Venous ThromboEmbolism

Più del 50% dei pazienti che hanno un episodio di trombosi venosa profonda (TVP) presentano, nei successivi 10 anni, almeno una recidiva. Per tutti, quindi, è necessario valutare la possibilità di protrarre la terapia anticoagulante orale per lungo termine, valutando, però, il bilancio fra il beneficio della terapia ed il rischio di sanguinamento maggiore ad … leggi tutto