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Nuove prospettive terapeutiche nel post-infarto. Una controffensiva su diversi fronti

I risultati positivi dei nuovi studi da poco pubblicati, aprono nuove prospettive nella prevenzione secondaria dopo infarto miocardico.

I grandi progressi registrati nelle ultime due decadi, nel trattamento in fase acuta dei pazienti con sindrome coronarica acuta (SCA), hanno portato ad una significativa riduzione della mortalità intraospedaliera. La stessa cosa non si è verificata per quanto riguarda la fase post-acuta e a lungo termine dopo SCA, che è ancora caratterizzata da un significativo rischio residuo di eventi coronarici fatali e non fatali.


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Dopo ictus o TIA in paziente in terapia con ASA : quale antiaggregante?

Che fare se un paziente già in terapia aggregante con acido acetilsalicilico (ASA) presenta un ictus  o un attacco ischemico transitorio (TIA)? Le possibilità sono: continuare la terapia con ASA, sostituire l’ASA, aggiungere un altro antiaggregante. Per verificare quale strategia sia più efficace per prevenire ulteriori eventi cerebro e cardio-vascolari è stata condotta una meta-analisi ricercando in PubMed  articoli pubblicati tra … leggi tutto


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Deficit post ictus: trovati due gruppi da trattare i primi 3 mesi. Studio italo-americano

I deficit neurologici post ictus /stroke sono molto diversi a seconda dell’area del cervello colpita, ma questa eterogeneità è stata osservata solo in casi singoli o in piccole casistiche. Inoltre non sono chiari i fattori clinici o anatomici in grado di prevedere il miglioramento nei mesi successivi all’ictus.  I deficit si presentano con una frequenza … leggi tutto




Grazie alle terapie tempestive e al DAPT, aumentano le prospettive di vita dopo ictus/TIA

La prognosi dei pazienti che subiscono un ictus minore/TIA è nettamente migliorata negli ultimi anni. Il rischio di un altro evento ischemico a 90 giorni è passato dal 12-20% al 3,7%. Il risultato, riportato in uno studio recente, è frutto, secondo gli autori, di una valutazione più attenta e tempestiva che permette di indirizzare il paziente … leggi tutto


Il consumo di cocaina nei giovani aumenta il rischio di ictus

Alcuni case-report hanno evidenziato una associazione temporale tra il consumo di cocaina e l’insorgenza di ictus ischemico ma vi sono solo pochi studi epidemiologici che abbiano esaminato l’associazione tra ictus e consumo di cocaina in età giovanile. Sono stati recentemente pubblicati i risultati di uno studio caso-controllo che ha coinvolto 1090 pazienti di età compresa … leggi tutto


Anticoagulanti NAO superiori rispetto a warfarin nella prevenzione dell’ictus in pazienti con FA

Efficacia e sicurezza dei nuovi anticoagulanti orali (NAO/ NOAC) rispetto all’anticoagulante storico di scelta, warfarin, nella prevenzione dell’ictus (stroke) nei pazienti con fibrillazione atriale sono state indagate nella meta-analisi britannica NOACs versus warfarin for stroke prevention in patients with AF: a systematic review and meta-analysis. Dai database elettronici Medline ed Embase sono stati selezionati 12 … leggi tutto


La colazione può aiutare a prevenire l’ictus emorragico

Mangiare la prima colazione ogni giorno può aiutare a prevenire ictus, in particolare quello che causa emorragia cerebrale. Lo suggerisce uno studio giapponese realizzato su 82,772 uomini e donne di età compresa tra 45  e 74 anni senza una storia di malattie cardiache o cancro che sono stati seguiti dal 1995 al 2010. I partecipanti sono … leggi tutto


Per le donne più alto il rischio di fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale, il tipo più comune di aritmia nel mondo, è legata a un maggiore rischio di ictus e di morte in entrambi i sessi, con circa 33,5 milioni di persone colpite nel solo 2010. Tuttavia, sembrava essere una minaccia più grande tra le donne. Lo rivela una metanalisi pubblicata il 19 gennaio nel … leggi tutto