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Dopo un evento tromboembolico di origine venosa, ecco un trattamento post terapia anticoagulante

Una volta decretata la fine della terapia anticoagulante, in un paziente che ha avuto una trombosi venosa profonda con embolia polmonare, una azione farmacologica che potrebbe completare le opzioni per la gestione del rischio di episodi recidivanti di TEV (tromboembolismo venoso) e delle sequele post-trombotiche nel medio-lungo periodo, fino a 24 mesi e oltre dall’evento … leggi tutto


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Prevenzione della TEV negli anziani: in equilibrio tra rischio trombotico e rischio emorragico

Il tromboembolismo venoso (TEV), che comprende la trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori e/o l’embolia polmonare (EP), è una malattia frequente e potenzialmente molto seria. La sua incidenza, stimata nella popolazione europea, è compresa tra 1,04 e 1,83 per 1000 abitanti per anno, ma raggiunge anche 0,5 casi su 100 per anno in soggetti con età > … leggi tutto


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TVP recidivante. Quale durata ottimale per la terapia anticoagulante orale?

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente tre: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti (DOAC) come dabigatran, rivaroxaban o apixaban; una seconda fase di mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


Ecco in 2 minuti come prevenire la recidiva di TVP/EP: un’alternativa agli anticoagulanti orali c’è!

La terapia della trombosi venosa profonda (TVP) e della conseguente EP nella fase acuta è ovviamente una terapia a base di farmaci anticoagulanti, siano essi per via parenterale, oppure anticoagulanti orali inibitori di vitamina K o nuovi anticoagulanti orali (NAO/DOAC). Questa terapia va protratta per un certo periodo di tempo come stabilito dalle linee guida. Quando poi si arriva alla guarigione, … leggi tutto


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Dolore alla gamba dopo un viaggio aereo. Che tipo di TVP è? Sembra facile la terapia…

Di rientro da un  viaggio in Australia , si presenta al pronto soccorso il sig. A.R., maschio, nato nel 1991  con l’arto inferiore SN estremamente dolente (specie alla deambulazione) e con spiccato gonfiore, particolarmente localizzato al polpaccio, niente all’arto destro. Al medico riferisce che, nel viaggio, ha soprattutto utilizzato l’auto e che, durante la vacanza, … leggi tutto


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Dopo TEV più nulla? Obiettivi, metodologia, risultati e conclusioni dello studio SURVET.

Continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale (warfarin/DOAC) dopo un evento di trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP) o sospendere la terapia specifica dopo un certo periodo, variabile a seconda delle condizioni cliniche, e non somministrare più nulla? Questa è la domanda iniziale che ha ispirato lo studio SURVET,   il lavoro … leggi tutto


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TEV. Rischio emorragico e indicazione alla extension therapy: come fare?

È noto che vi sono delle situazioni personali o cliniche che costituiscono una  controindicazione assoluta al trattamento anticoagulante o ad alcune classi di farmaci anticoagulanti. È questo il caso della presenza di emorragia maggiore in atto o molto recente e, per alcuni farmaci, la gravidanza e l’allattamento. I farmaci AVK non dovrebbero essere somministrati durante … leggi tutto


Il punto sulla terapia con sulodexide

Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come dabigatran, rivaroxaban o apixaban, una seconda fase caratterizzata dal mantenimento della terapia anticoagulante orale per circa due … leggi tutto


TEV. Quale terapia a lungo termine per la prevenzione delle recidive?

La terapia della prevenzione della trombosi venosa ricorrente va selezionata in base livello di rischio presentato dal paziente. Se il paziente presenta un rischio basso di trombosi (TEV) ricorrente non va effettuata alcuna terapia, mentre al contrario, se il paziente si trova in una classe di rischio elevata va mantenuta la terapia anticoagulante orale. Nella … leggi tutto


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TEV. Trattamenti alternativi dopo la terapia anticoagulante. CHEST 2016

La versione recente delle linee-guida CHEST 2016 affrontano il tema dell’impiego dell’aspirina nei pazienti con pregresso tromboembolismo venoso (TEV). Nello studio INSPIRE  è stata valutata l’efficacia preventiva dell’aspirina (ASA). Anche se è stata verificcata una riduzione del rischio di recidive del 32%, questa è inferiore a quella degli anticoagulanti, quindi l’uso di ASA  non viene … leggi tutto