warfarin

rivaroxaban, calcificazioni delle valvole cardiache, insufficienza renale

Rivaroxaban dimostra di migliorare, nei pazienti con insufficienza renale, l’outcome sulle calcificazioni delle valvole cardiache rispetto a Warfarin

Pier Luigi Antignani Direttore centro vascolare. Nuova Villa Claudia, Roma Presidente eletto International Union of Angiology Presidente onorario Società Italiana di Diagnostica Vascolare La presenza di calcificazioni cardiovascolari è caratteristica comune nei pazienti affetti da Malattia Renale Cronica (CKD) già a partire dallo stadio 2 con valori di filtrato glomerulare (eGFR) < 60 ml/min. Nel … leggi tutto


forame ovale pervio, linee guida PFO, linee guida fibrillazione atriale

Nuovo aggiornamento AHA/ACC/HRS delle linee guida sulla fibrillazione atriale

Le associazioni cardiologiche americane, American Heart Association (AHA), American College of Cardiology (ACC) e Heart Rhytm Society (HRS), hanno reso disponibile un aggiornamento delle linee guida sulla gestione della fibrillazione atriale la cui ultima versione è stata pubblicata nel 2014. Il nuovo documento non pone più sullo stesso piano warfarin e anticoagulanti orali diretti ma … leggi tutto


Associazione di anticoagulanti orali e inibitori della Pompa Protonica per sanguinamento gastrointestinale

Il rischio di emorragie gastrointestinali associato alla terapia anticoagulante orale dipende dal tipo di anticoagulante utilizzato e si riduce significativamente nei pazienti trattati contemporaneamente con un inibitore della pompa protonica (IPP). E’ questo il risultato di uno studio retrospettivo condotto sul database di Medicare tra gennaio 2011 e settembre 2015. Sono stati considerati 1.643.123 pazienti, età … leggi tutto



embolia polonare, trombosi profonda

Rischio residuo di tromboembolismo venoso ed embolia polmonare, quali i suggerimenti?

Augusto Zaninelli the System Academy, Firenze Continuare a tempo indeterminato la terapia anticoagulante orale dopo un evento di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare o sospendere la terapia specifica dopo un certo periodo, variabile a seconda delle condizioni cliniche e non somministrare più nulla? Lo stato dell’arte attuale della gestione clinica del paziente che ha … leggi tutto


terapia anticoagulante, sulodexide, TVP

Trombosi venosa profonda: rischi e benefici della terapia anticoagulante orale

La terapia della trombosi venosa ricorrente Le fasi della terapia del tromboembolismo venoso sono sostanzialmente 3: Una parte iniziale della durata, in genere, da 5 a 21 giorni, nella quale la terapia principale è costituita dall’eparina per via parenterale oppure dagli anticoagulanti diretti come rivaroxaban, apixaban, mentre dabigatran, ed edoxaban richiedono 5-10 gg. di trattamento … leggi tutto


anticoagulanti, donne, DOACS

Gli anticoagulanti DOAC funzionano meglio nelle donne

Nelle donne con fibrillazione atriale, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC o NOAC) determinano migliori esiti clinici rispetto agli uomini. In base ai risultati di uno studio recente, rispetto al warfarin, il trattamento con DOAC è risultato associato a minori rischi di emorragia intracranica (HR 0,16; IC 95% 0,06-0,40) e mortalità per tutte le cause (HR … leggi tutto


anticoagulanti orali (DOAC) Osmed 2018

Circa 700 mila italiani in terapia con gli anticoagulanti orali (DOAC). Rapporto Osmed 2018

Sono 725.690 i pazienti che al 31 dicembre 2017 risultano in trattamento con gli anticoagulanti orali diretti (DOAC). Di questi, 225.450 prendono apixaban, 47.397 edoxaban, 207.252 dabigratan e 240.584 rivaroxaban. I dati, tratti dal rapporto Osmed 2017, dell’Agenzia Aifa sull’uso dei farmaci in Italia, segnalano che segnalano inoltre che l’età mediana dei pazienti trattati con … leggi tutto


caso clinico, embolia polonare, anziana, anziani, TVP

Enrica, quando i sintomi sono sfumati. Un caso di embolia polmonare dovuta ad una trombosi venosa profonda idiopatica.

 a cura di Augusto Zaninelli the System Academy, Firenze Enrica, donna di 78 anni, con una storia clinica priva di malattie cardiovascolari, presenta ipertensione arteriosa adeguatamente controllata dalla terapia con ACE-inibitori. Un mattino, all’improvviso, la paziente inizia ad accusare al risveglio una lieve dispnea, accompagnata da un senso di tachicardia continuata per circa un paio … leggi tutto


malattia renale, dialisi, Apixaban

In pazienti con malattia renale terminale in dialisi, Apixaban risulta più efficace e sicuro di warfarin

Apixaban è più efficace e sicuro di warfarin, nei  pazienti con malattia renale terminale in dialisi. E’ il risultato di uno studio condotto retrospettivamente utilizzando il “United States Renal Data System”, un database nazionale che raccoglie, analizza e distribuisce informazioni su pazienti affetti da malattia renale cronica. Sono stati arruolati 25523 pazienti (45.7% donne; età 68.2±11.9 anni), affetti da … leggi tutto